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Una follia di tamburi e ottoni per il Concertone di Bregovic

Giovedì, 16 agosto 2012 - - Categoria: Cultura

di DARIO QUARTA

"Ederlezi", celebre canto popolare dedicato San Giorgio, santo protettore dei gitani, nonché patrono di Melpignano, darà il via al quindicesimo concertone della Notte della Taranta.

E' uno dei brani più noti del repertorio di Goran Bregovic, maestro concertatore dell'edizione 2012 della Notte della Taranta che, alla chiusura della sessione di prove con l'Orchestra Popolare Salentina e la sua Wedding & Funeral Band, nell'Auditorium del Centro anziani di Zollino, dà qualche anticipazione su quello che sarà il suo Concertone. Umorale, un po' folle, tutto pancia, cuore e istinto.

"Sarò forse un po' blasfemo, ma non antipatico", riassume così, con ironia e leggerezza, il suo approccio alla musica di tradizione salentina Goran Bregovic, probabilmente informato sulla "sacralità" della "pizzica" e sulla seriosità, a volte eccessiva, che spesso la circonda le note salentine. Sincero, curioso e divertito, annuncia così la sua "follia di tamburi e ottoni", quella che farà di sabato 25, della Notte della Taranta, "un giorno da ricordare". "E' quello che mi auguro, niente di più, e spero lo sia per i musicisti e per gli spettatori", dice Bregovic, "credo che ci siano tutti i presupposti, vogliamo divertirci perché senza divertimento lo spettacolo non riesce".

Sarà un Concertone tutto ritmo e melodia, con poca armonia: "Sì l'armonia uccide la musica, è una sorta di aiuto ortopedico, a noi non serve", spiega così la sua idea della musica tutta "pancia e istinto" e di una Notte della Taranta "diversa dalle altre", dice, "perché è diversa la mia biografia, non sono un compositore, nasco dalle orchestrine per balli e striptease".

Ad orchestrazione quasi ultimata, svolta in gran parte dal suo fido Ninoslav Ademovic, il musicista che ha lavorato sui fiati e con gli orchestrali salentini, conferma il suo "elogio alla follia musicale" Goran Bregovic, che oltre al gemellaggio con il Festival di Guca, che si svolge in un paesino dell'entroterra serbo, trova un altro punto di contatto con Melpignano, annunciando l'apertura del Concertone con "Ederlezi".

Del resto della scaletta, una trentina di brani in tutto, Orchestra, Banda e loro direttore, danno un saggio di due brani salentini, "Quant'ave" e "Menamenamò", chiaramente strutturati per invogliare alla danza, e non sembra aver dubbi sulla riuscita il musicista serbo, "anche le bulgare danzano", rivolto alle compassate e "misteriose" voci bulgare della sua banda.

Così, al repertorio di "classici" della tradizione salentina, dalle varie pizziche agli stornelli grichi aggiunti all'ultimo minuto, si affiancheranno alcuni "classici" della tradizione balcanica, come "Opa Cupa", o ballabilissime e celebri pagine del repertorio di Bregovic, "Kalashnikov". "Saranno affidate tutte agli ospiti", spiega, "ognuno di loro (la serba Nenad Mladenovic Orchestra, la croata Tonci Huljic & Madre Badessa Band, il Coro delle Mondine di Novi e la banda di Racale) farà un proprio brano, uno mio e una pizzica".

Tutto accadrà quasi naturalmente, l'incontro tra tradizioni non lo preoccupa di certo, "a dividerci c'è solo un piccolo mare", spiega, "ci sono delle cose, negli incontri, che vanno da sé, e la musica è tra queste".

Quindi i dovuti meriti, e gli elogi, ai musicisti salentini. "Sono straordinari", dice Bregovic, "per la loro bravura ma, soprattutto, per l'approccio naturale con la propria musica".

Fiato agli ottoni della sua banda e spalle ben coperte dall'orchestra salentina, a lui il compito di gran cerimoniere, ovviamente in canonico abito bianco, "del resto", dice, "si tratterà di un... un matrimonio".

(16 agosto 2012)

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