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Artem, il coworking che abbraccia il museo

Sabato, 14 settembre 2019 - - Categoria: Salento News | Attualità | Cultura

“Mens sana in corpore sano”, si dice. E, se a questo si aggiunge un luogo carico di arte a cultura, come il più antico museo di Puglia, il risultato non può che essere eccellente. Ieri, venerdì 13 settembre, al Museo Sigismondo Castromediano di Lecce è stata presentata Artem, una start up vincitrice del bando PIN - Pugliesi innovativi, alla presenza dell’assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia, Loredana Capone, del direttore del Polo biblio-museale di Lecce Luigi De Luca, del vice presidente del Teatro Pubblico Pugliese Marco Giannotta, del presidente del distretto produttivo “Puglia Creativa” Vincenzo Bellini e del program manager di Arti Puglia Luca Langella.

Sara e Matteo Falangone, ingegnere edile architetto e personal trainer, hanno raccontato, e poi mostrato al pubblico, con l’ausilio di un attore di Improvvisart che impersonava Sigismondo Castromediano, il loro progetto, il loro sogno: Artem, un innovativo co-working che trova dimora proprio nella grande pinacoteca leccese, di recente riaperta al pubblico dopo alcuni lavori di riqualifica e ristrutturazione. Si tratta, in pratica, di un’area coworking arredata con scrivanie, postazioni di lavoro, prese elettriche, attacchi usb, luci, pedaliere da scrivania e una sala riunioni, dove giovani e meno giovani, professionisti e quanti vogliono lavorare in un ambiente aperto e stimolante, possono trovare dimora per sviluppare i propri progetti. Sara e Matteo hanno pensato anche a chi è diventato da poco genitore: hanno previsto, infatti, adiacente all’area lavoro, alcune sale per bambini e ragazzi, per poter affidare i più piccoli a educatrici e animatrici durante il tempo passato a lavorare. E, tornando al “corpore sano”, non manca infine un’area relax, dove distendere i muscoli e trovar ristoro dal tempo passato tra sedie, scrivanie e computer.

“Noi crediamo in questa rivoluzione – ha dichiarato Luigi De Luca - crediamo nei sogni e vogliamo che nel Museo i sogni comincino a radicarsi, a prendere forma, a produrre relazioni, economia, lavoro, futuro”. Anche perché, come ha svelato Marco Giannotta, il progetto sembrava destinato a naufragare, “sino a quando gli ideatori e il direttore del Museo Castromediano hanno incrociato il proprio destino” “Sono entusiasta di Artem, è così che si abbatte lo stereotipo dell’individualismo del Meridione - ha chiosato Loredana Capone - tutti i migliori progetti hanno braccia, menti e mai maturano nella testa di uno solo, ogni grande industria richiede sacrificio e pluralità di idee”.

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