Skin ADV

GOOGLE ADV

Auguri Idrusa: la libraia Michela Santoro e il suo impegno per la lettura

Martedì, 30 luglio 2019 - Autore/Fonte: Valeria Nicoletti - Categoria: Cultura

Una "sfida titanica", quella di "essere centro, mai sentirsi propaggine". È l'impresa straordinaria della Libreria Idrusa, vero e proprio avamposto letterario del Basso Salento, ad Alessano, che fa battere il cuore vivo della ultura, anche a sud del sud, a Finibusterrae. 

Compie quindici anni, la libreria di Michela Santoro, attiva ogni giorno dal primo giorno, per promuovere la lettura e avvicinare all'oggetto libro grandi e piccini, non solo con il festival Armonia, fortunata rassegna estiva che è riuscita nell'intento di ospitare nel Salento i finalisti del Premio Strega, ma con un impegno quotidiano e capillare, con le scuole, i comuni e le associazioni per fare della letteratura un'occasione di incontro e condivisione. Festival che ha fatto guadagnare ad uno dei più giovani attivisti culturali, il 18enne Davide Indino, il titolo di Alfiere della Repubblica, proprio su segnalazione della stessa libraia.

Per il suo quindicesimo compleanno, abbiamo intervistato Michela Santoro, giovane libraia di professione e per vocazione, attivissima nell'organizzazione di eventi per la promozione della lettura, responsabile della libreria dal 2004, insieme al marito Andrea Cacciatore. 

- La libreria Idrusa è nata 15 anni fa ad Alessano. Com'era lo stato di salute della lettura nel Basso Salento all'epoca e com'è oggi?

Nel primo periodo di apertura della libreria, ma anche un po' di tempo dopo, non lo nascondo, non mancavano persone un po' perplesse che mi chiedevano se la mia fosse una biblioteca, se, insomma, li prestassi i libri. Per molti non era concepibile l'esistenza di un luogo dove i libri fossero in vendita. Questo aneddoto basterebbe a dare l'idea del contesto in cui, molto incautamente, ma con inossidabile spirito pionieristico - devo ammetterlo - ho immaginato che potesse nascere e svilupparsi il mio progetto di libreria sociale. Ovviamente, i lettori esistevano anche allora, e magari si rifornivano attraverso le vendite per corrispondenza, o recandosi a Lecce di tanto in tanto. Per tutti gli altri, lettori occasionali o non lettori e, soprattutto, bambini non abituati alla lettura, il libro era un oggetto insolito, di cui si poteva tranquillamente fare a meno. La lettura era da molti associata semplicemente allo studio, e non al piacere. Un mondo sconosciuto e bellamente ignorato, anche da persone di un certo grado di istruzione. Poi, sin da subito, la scelta di portare i libri fuori dalla libreria, per strada, nelle piazze, alle feste, ai concerti, ha dato i suoi frutti, ma anche l'idea di creare delle reti di collaborazioni con associazioni, comitati, scuole, comuni per le iniziative di promozione della lettura. E la libreria come spazio sempre aperto alle istanze del territorio, anche politiche, a volte, purché fossero per una buona causa. Sì, tanta strada abbiamo fatto sul piano della diffusione della lettura, ma è anche merito di un territorio che poi alla prova dei fatti ha sempre ben accolto le nostre proposte, anche le più ardite.

- La tua libreria non è semplicemente un punto vendita ma un centro nevralgico, una porta aperta e un luogo brulicante di narrazioni, relazioni e incontri. Cosa significa occuparsi di libri e di letture, essere librai, nel Salento, nel quotidiano?

Il nostro è principalmente uno spazio sociale, non certo un santuario di libri per soli lettori forti. Per noi è molto importante il valore comunitario dei libri. La libreria come un luogo dove ognuno può trovare il proprio libro da godere in solitudine, ma dove ci si può anche incontrare per condividere la bellezza e la profondità della parola scritta, o per far nascere progetti, creare connessioni, scambi. Con una grande attenzione anche per gli scrittori locali, che da noi hanno la possibilità di muovere i primi passi e di farsi conoscere. Ma anche come centro di aggregazione per i più giovani appassionati di letteratura, alunni e studenti delle scuole del territorio che nel tempo sono diventati anche protagonisti del festival Armonia.

- Uno dei tuoi campi di attività più importanti è il lavoro con le scuole. Quanto conta imparare ad amare l'oggetto libro sin da piccoli?

Il libro sin dalla tenerissima età è fondamentale come il latte, questo ormai è acclarato, perché la lettura è un mondo straordinario, di meraviglie e di stimoli creativi, che se conosciuto e amato da piccoli difficilmente si abbandona. Ma ancora si fa poco per dare la giusta informazione e consapevolezza a genitori ed educatori. C'è poca conoscenza della letteratura per l'infanzia contemporanea, un settore che in Italia invece è ad altissimi livelli. E mancano soprattutto le biblioteche di moderna concezione, organizzate come spazi di servizi e socialità, soprattutto per i piccoli lettori.

- Cinque anni fa poi è arrivato il festival Armonia, un lustro di storie, libri, pagine, autori, con il coinvolgimento anche di premi letterari importanti, dallo Strega al Calvino. Com'è il bilancio di questi cinque anni?

È stato un lustro entusiasmante. Il festival Armonia è stato la nostra sfida più ardita, più sofferta, più appagante. Un'avventura nata da quattro chiacchiere tra amici con lo scrittore Mario Desiati, che poi è diventato il direttore artistico della manifestazione. L'idea era di provare a organizzare qualcosa che andasse oltre la semplice messa in rassegna di incontri con l'autore, che riuscisse a creare un momento di confronto e di conoscenza sui grandi temi della letteratura ma anche della contemporaneità, per lettori e non lettori, e soprattutto rendesse questo territorio centro di una grande avventura culturale di portata nazionale. Dai grandi nomi delle prime edizioni, siamo passati alle collaborazioni d'eccellenza con due tra i premi letterari più importanti in Italia, lo Strega e il Calvino. E tutto questo nei paesini del Capo di Leuca. Un grande risultato, di cui andiamo molto fieri.

- La libreria è anche un punto di vista privilegiato per osservare il cambiamento culturale nel Salento, la sua evoluzione, o i suoi passi indietro. Com'è cambiata questa terra e il suo rapporto con la cultura?

Sicuramente c'è maggiore consapevolezza e rispetto del valore davvero elevato del patrimonio letterario e culturale che abbiamo ereditato da intellettuali come Vittorio Bodini, Girolamo Comi, Vittorio Pagano, ma anche Carmelo Bene, Claudia Ruggeri, Antonio Verri, Salvatore Toma e tanti altri. Anche se c'è tanto ancora da fare, per esempio, tutto il Salento potrebbe diventare un grande parco letterario per ritrovare i percorsi di questi straordinari personaggi. Allo stesso tempo, a mio parere, i salentini non hanno saputo risolvere il rapporto contrastato con l'altra anima della nostra cultura, quella popolare, legata alla musica di tradizione. Se da un lato negli ultimi anni si è assistito a una vera e propria esplosione del nostro territorio come meta turistica anche grazie a questo patrimonio, dall'altro si è fatto ben poco per tutelarlo e valorizzarlo con rigore e il giusto rispetto.

- Quali desideri, quali obiettivi, per i prossimi 15 anni di Idrusa?

Intanto recuperare un po' di energie. A parte gli scherzi, certamente continuare con i progetti già avviati, anche se non ci dispiacerebbe intraprendere delle strade che ci portino sempre di più a intersecare la letteratura con altre espressioni artistiche, come l'arte, la musica, il teatro. Poi, ci piacerebbe un restyling della libreria, ampliare gli spazi per poter offrire sempre maggiori servizi e occasioni sociali al territorio, con un'offerta di iniziative dedicate a un pubblico più ampio e diversificato di lettori.

- Consiglieresti un libro ai lettori di quiSalento?

Un grande classico da consigliare rimane sempre "L'ora di tutti" di Maria Corti, che mi ha suggerito il nome e l'immagine della libreria. Ma tanti sono i libri da scoprire o riscoprire. Per esempio, il bellissimo romanzo "Passaggio in ombra" di Mariateresa Di Lascia, prima scrittrice pugliese a vincere il Premio Strega nel 1995, scomparsa prematuramente nel 1994 a causa di un male incurabile. Il libro è una lente di ingrandimento sulle storie brulicanti di vitalità e dolore di una famiglia del sud, dal punto di vista di una donna che pur raccontando il proprio ineluttabile passaggio in ombra si offre come sguardo potente e rivelatore di verità sul proprio mondo. Un grande lascito quello di Mariateresa Di Lascia, letterario ma anche politico, una donna straordinaria, appassionata attivista, impegnata in numerose battaglie umanitarie, è certamente da tenere presente come una delle personalità più significative della cultura pugliese.

 

La festa di Idrusa è allestita all'esterno della libreria in via Carlo Sangiovanni, e inizia alle 20.30 con un ricco programma di eventi. Si comincia con la presentazione del video "Arachne" di Romina De Novellis, video documentario della marcia a piedi da Galatina a Santa Maria di Leuca. A seguire, c'è la proiezione di "Io sono Rosa Parks", il video di Alessandro Garilli, una riflessione sulla segregazione razziale tra l'America degli anni Cinquanta e il Medio Oriente contemporaneo. Dallo schermo alle letture, con il reading musicale "La storia di Naìma" con Nabil Salameh e Marthia Carrozzo, con le poesie di Joumana Haddad. Tra gli ospiti, anche la voce dei Marlene Kuntz, Cristiano Godano, che presenta insieme a Simone Coluccia il libro "Nuotando nell'aria. Dentro 35 canzoni dei Marlene Kuntz", una sorta di autobiografia della band, tra riflessioni, aneddoti e tanto materiale inedito.

Info: 0833/781747.

 

Torna a inizio pagina
ClioCom © copyright 2013-2019 - Clio S.r.l. Lecce - Tutti i diritti riservati - layout e grafica