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Che La Notte della Taranta abbia inizio

Sabato, 25 agosto 2018 - - Categoria: Salento News

"Una notte esplosiva". È la promessa fatta da Andrea Mirò, maestro concertatore della 21esima edizione della Notte della Taranta, subito dopo la sua ufficializzazione.
La polistrumentista, cantante, compositrice e produttrice, la seconda donna a dirigere l'orchestra salentina dopo Carmen Consoli (edizione 2016), inetichettabile dal punto di vista musicale, nell'allestimento del Concertone fa tesoro proprio della sua poliedricità e delle tante esperienze che hanno contraddistinto la sua carriera artistica, sui palchi e non, come interprete e come autrice. Annunciando pure di voler suonare e perfino danzare, oltre che dirigere, proprio in virtù di quell'approccio totale alla musica che rientra nelle sue prerogative artistiche.
 C'è il rock, ovviamente, visto i suoi trascorsi e il suo "piglio" che l'ha portata ad avere a che fare con l'opera contemporanea, con la composizione teatrale e con tanto altro. La Notte della Taranta è quindi un po' una sfida per lei, musicista inusuale, donna dal carattere forte, artista aperta e sensibile, professionista scrupolosa, al lavoro già da mesi con i due direttori artistici, Luigi Chiriatti e Daniele Durante, nella scelta dei brani e nel loro riarrangiamento.
 Dalle parole ai fatti, dalle partiture agli strumenti, dalla sala prove al palco, qualcosa cambia, come sempre, e come sempre l'impatto del Concertone va al di là delle parole scritte e di quanto annunciato. Quell'impatto che, comunque, da vent'anni, segna l'estate salentina. I numeri di Melpignano non fanno ormai più notizia e, al di là delle cifre esatte e delle opinioni, La Notte della Taranta per il 21esimo anno coinvolge centinaia di migliaia di spettatori, tra festival itinerante e serata finale. O, meglio, serate, vista l'ormai consueta partecipazione di migliaia di spettatori alle prove generali della vigilia, venerdì 24.

Meno intense, più dilatate e frammentate del Concertone, ma comunque un'occasione per vedere all'opera orchestra e ospiti.
E proprio sul fronte ospiti emerge la variegata scelta di Andrea Mirò. C'è la pop star, LP, nome d'arte di Laura Pergolizzi, cantautrice italoamericana, voce da soprano, esplosiva e potente, fenomeno del "pop colto", esplosa con il singolo "Lost on you". Con lei, sul palco di Mel- pignano, una nutrita rappresentanza napoletana, con in testa James Senese, tra i protagonisti di quella Napoli Centrale, esperienza che ha dato il la a tante forme di contaminazione della musica di tradizione. Quindi il cantautore Enzo Gragnaniello, tra le nuove voci della Napoli popolare, e Clementino, per un incontro tra pizzica e rap tutto da scoprire.

Restando in Italia, sul palco di Melpignano c'è Davide "Billa" Brambilla, polistrumentista, già collaboratore di Andrea Mirò (e del marito Enrico Ruggeri) che l'ha voluto così come suo assistente.

A dare respiro internazionale al Concertone ci sono la violinista e cantante cubana Ylian Canizares, talentuosa e carismatica, tra le interpreti più innovative del jazz contemporaneo. Quindi, spettacolo nello spettacolo, dalla regione del Rajasthan, arrivano i Dhoad Gypsies, nutrito e coloratissimo gruppo di poeti, cantanti, acrobati e ballerine.
Dal mondo al Salento, con la sua nutrita rappresen- tanza di ospiti. Iniziando da Frank Nemola, musicista leccese, protagonista della scena musicale e teatrale bolognese negli anni '80, prima di diventare il più stretto collaboratore musicale di Vasco Rossi.

Sanno senz'altro come far ballare la piazza gli Après la Classe, che nella loro patchanka, nella varietà del loro repertorio, la matrice salentina l'hanno sempre messa in evidenza.

Desta non poca curiosità, infine, la presenza sul palco di Mino De Santis, cantautore salentino, autore e interprete di una nuova canzone popolare. Lontano, per indole e musicalmente dal "mondo" della pizzica, a Melpignano porta un brano inedito, scritto di getto, su- bito dopo l'inaspettata chiamata a salire sul palco.

Sul fronte coreutico, sempre più presente e curato, a creare le coreografie del Concertone per il nutrito corpo di ballo è Massimiano Volpini, da quasi vent'anni collaboratore di Roberto Bolle, che annuncia di voler "trasformare il palco di Melpignano in un immenso paesaggio di emozioni", rinunciando alla annunciata "ospitata celebre" per valorizzare i talenti pugliesi.

Un "Paesaggio" che è il tema della Notte della Taranta 2018, inteso come "luogo della Taranta" con le sue stratificazioni storiche, le tradizioni culturali, i patrimoni artistici e immateriali, una risorsa da tutelare e da proteggere. Magari con processi culturali virtuosi come quello che, nel 1998, diede il via alla Notte della Taranta. E proprio tornando a 20 anni fa, all'inizio della storia, all'idea e al conseguente primo palchetto di piazza San Giorgio, tornano, in un contesto decisamente diverso, due dei protagonisti di allora: Gianfranco Salvatore, uno degli ideatori dell'evento, e Daniele Sepe, primo maestro concertatore della Notte della Taranta.
Uno con i suoi nuovi Ragnarock, progetto che sposa la tradizione con il rock psichedelico, l'altro con l'ultimo dei suoi tanti progetti, Capitan Capitone, sono tra i pro- tagonisti del preconcertone. Che inizia al tramonto, alle 19.30, con la "Piccola ronda", una cinquantina di bambini e bambine testimoni, sonanti e danzanti, del sodalizio con la Notte di San Rocco di Torrepaduli.
Prima di proseguire sui ritmi di Gran Bal Dub, nuovo progetto che sposa la musica occitana all'elettronica firmato da Sergio Berardo e Madasky degli Africa Unite.
Inizio Concertone ore 22.30.

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