Skin ADV

GOOGLE ADV

Concorso Six Square Meters: gli architetti ripensano la prigione

Mercoledì, 21 novembre 2018 - - Categoria: Attualità

Sono stati presentati a Lecce, presso il Rettorato dell'Università del Salento, i vincitori del Concorso Nazionale "Six Square Meters - Persone, luoghi, dignità. Una nuova idea di arredo per gli spazi detentivi", promosso dall'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Lecce, per ripensare i luoghi della detenzione.

"Un'occasione unica, esclusiva in Italia", ha ricordato l'assessore Rita Miglietta, "per porre l'attenzione delle istituzioni e del mondo delle professioni su un tema di grande attualità: la qualità degli spazi di vita della Casa Circondariale che, come dice la parola stessa – "casa" – è luogo abitato da donne e uomini, ed ogni spazio pensato per l'uomo non può prescindere dal rispetto delle sue esigenze primarie, dall'obiettivo di tendere sempre verso il miglioramento delle condizioni di vita".

Il progetto vincitore del primo premio è "Taac" degli architetti Flavio Gigone e Angela Gigliotti per l'"ottimo sistema costruttivo e buon design interno, concretezza e soprattutto fattibilità del progetto. Buon sistema razionale dell'insieme", una valutazione che ha decretato la vittoria e il riconoscimento di 3000 euro e la possibilità di realizzare il progetto. 

Gli altri due progetti selezionati sono "Riabilitazione cellulare", vincitore del Secondo Premio, proposto dagli architetti Irene Peron e Valentina Covre, da Vicenza. Motivazione della Giuria: "Idea originale per conformare lo spazio e ottima intuizione sul bagno, apprezzabile l'attenzione all'individuo"; in terza posizione, il progetto "Orizzonte di speranza", proposto da Enrico Bona ed Elisa Nobile, da Milano, per l'"interessante concept e la sua declinazione. Ottima soluzione per sfruttare l'angolo finestra. Proposta chiara e pulita".

"Una riflessione attenta e ricca di buone prassi sugli spazi della detenzione, e sul significato che la bellezza può assumere nel percorso di rieducazione", ha affermato Rita Russo, direttrice della Casa Circondariale di Lecce.

La fa eco Rocco De Matteis, presidente dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Lecce, che ha evidenziato come "il Concorso portava con sé anche una riflessione sul ruolo sociale della nostra professione e sulla centralità che l'architettura deve riconquistare se abbiamo veramente a cuore la natura e l'autorevolezza del nostro ruolo e la qualità degli spazi che siamo chiamati a progettare, di qualsiasi natura siano. La qualità urbana non può infatti esclusivamente dipendere dal valore economico dell'opera ma deve poter connotare ogni contesto fisico che diviene luogo di relazioni e di vita".

Vito Antonio Primiceri, della Banca Popolare Pugliese, partner del concorso, ha rilevato: "se gli istituti di pena devono essere, come dice anche la Carta Costituzionale, inseriti a pieno titolo nel tessuto sociale di un territorio, devono essere anche luoghi in cui ci si deve sforzare di aiutare gli individui che in essi sono rinchiusi, a ritrovare il senso della loro vita secondo le regole della società che in un certo momento hanno violato. Il lavoro, che spesso deriva dal "saper fare" qualche cosa, può rappresentare per loro la prima spinta a rientrare nella società a pieno titolo".

Il concorso è sostenuto da Ministero della Giustizia Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria – Direzione Casa Circondariale di Lecce, Università del Salento, Fondazione Banca Popolare Pugliese "Giorgio Primiceri" – Onlus, Ance Lecce; patrocinato da Consiglio Nazionale Architetti PPC, Regione Puglia, Comune di Lecce.

 

Torna a inizio pagina
ClioCom © copyright 2013-2018 - Clio S.r.l. Lecce - Tutti i diritti riservati - layout e grafica