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Hasta l'Huevo: la rivoluzione si fa con le uova

Lunedì, 19 novembre 2018 - Autore/Fonte: Valeria Nicoletti - Categoria: Ambiente

Uova rivoluzionarie. E dal cuore grande. È un progetto innovativo e sperimentale "Hasta l'Huevo", accolto negli spazi del Laboratorio Urbano Ex Fadda a San Vito dei Normanni, a cura della cooperativa sociale Qualcosa di Diverso, in collaborazione con il Centro "Marco Cavallo". L'obiettivo è quello di realizzare un allevamento biologico di galline ovaiole, rispettoso dell'ambiente e degli animali, allestito all'interno di un'azienda confiscata alla criminalità organizzata a San Vito dei Normanni, coinvolgendo in un percorso riabilitativo a contatto con la natura persone aventi esperienza diretta di sofferenza psichica.

Un progetto lodevole, sotto molteplici punti di vista. Quello sociale, innanzitutto, con la rivalutazione e il recupero di uno spazio sottratto al crimine e la possibilità di formazione e integrazione per lavoratori con disabilità, in un contesto di vita "ordinaria", e l'acquisizione di competenze e capacità tecniche relative alla realizzazione e alla manutenzione del pollaio. E poi dal punto di vista ambientale, in virtù del progetto di concimazione e diserbo naturali, grazie alla consociazione di ulivi e galline ovaiole, e alla produzione di uova più sane.

La cooperativa Qualcosa di Diverso opera sin dal 2014 presso l'Ex Fadda, anno di creazione di XFood, primo ristorante sociale in Puglia, che coinvolge lavoratori disabili ai fornelli e in sala. Accanto a XFood sono nati l'orto sinergico con un giardino degli odori e uno stagno, un forno sociale in terra cruda e uno spazio sociale per attività all'aperto. XFarm è il nuovo progetto della cooperativa, che punta alla realizzazione di una impresa rurale multifunzionale, sostenibile socialmente ed ecologicamente, rifiutando l'agricoltura intensiva a favore di quella naturale, e l'economia illegale in favore di forme di economia comunitaria.

La collaborazione con il Centro Diurno Sperimentale "Marco Cavallo" per la Salute di Comunità, il primo in Puglia a coinvolgere nella gestione del Centro familiari e volontari, è già iniziata lo scorso settembre, durante la vendemmia, con risultati positivi riguardo all'integrazione sociale dei tre utenti coinvolti.

Le ragioni di questo esperimento, economico, ambientale e sociale, sono numerose: in primis, quella di restituire una possibilità a chi resta ai margini della vita lavorativa, diventando non solo un onere per la propria famiglia, ma richiudendosi sempre di più in se stesso; ricreare la biodiversità delle campagne di San Vito, fiaccate dalle monocolture che ne hanno compromesso il patrimonio di fauna e flora; offrire un'alternativa biologica in un'area in cui tutti gli allevamenti già presenti utilizzano fertilizzanti e diserbanti chimici.

L'obiettivo a lungo termine è di creare un Gruppo d'Acquisto Solidale e di avviare stabilmente la produzione con tre contratti part-time. È già partita la campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso, sostenuta da Banca Etica, per raccogliere il budget necessario all'avviamento del progetto.

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