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Il nuovo look del Museo Castromediano per i suoi 150 anni

Martedì, 11 dicembre 2018 - - Categoria: Cultura

Il Museo Castromediano compie 150 anni. E, per la grande occasione, il museo più antico di Puglia si fa bello, ripensando il suo look, rinnovando gli spazi, l'illuminazione, le superfici murarie, le pavimentazioni e la rete dati. Ma non solo. Il nuovo aspetto del museo presiede a una apertura inedita, per farne un luogo sì di cultura ma anche di incontro, da vivere tutti i giorni, partecipato e vivo.

È stato presentato ieri, lunedì 10 dicembre, il nuovo progetto del museo, un intervento sostenuto dalla Regione Puglia, Servizio Provveditorato e Patrimonio, e seguito dal Dipartimento Cultura, con lo stanziamento di un milione di euro. Valorizzare, senza snaturare, l'eredità architettonica degli spazi, di impianto ottocentesco e rifatti dall'architetto Minissi negli anni Settanta, che gli conferì un aspetto da "piccolo Guggenheim", che lo ha reso unico nel Sud Italia.

L'obiettivo è quello oggi di farne un luogo che crei e fortifichi i legami con la comunità e il territorio. Gli ambienti saranno riprogettati con arredi interni ed esterni che favoriscano la socializzazione. Saranno presenti una caffetteria e un book-shop. La rete dati sarà potenziata per garantire un accesso gratuito in tutto il museo, insieme a un impianto di filodiffusione per l'ascolto di musiche e narrazioni, nonché una saletta 3D per le proiezioni.

Il Museo sarà quindi una sorta di "cantiere culturale", un cantiere già in corso grazie al progetto Mua – Musei Accoglienti, che ha coinvolto tutti i musei civici delle Province di Lecce e di Brindisi in un dialogo interculturale con i migranti; al progetto Artem che lavora attualmente sulla nascita di servizi come un'area lavoro collettiva e un baby park all'interno del museo.

"Un museo accogliente", ha dichiarato l'assessore alla Regione Loredana Capone, "in cui vivono e lavorano esperti, archeologi, letterati, studiosi. Bellezza e competenze insomma, perché il Salento possa essere nuova culla di cultura e civiltà. La Puglia ha bisogno di luoghi che invoglino ad entrarvi. Luoghi da conoscere e da vivere, in cui guardare magari una bella mostra o semplicemente incontrarsi, parlare, progettare, leggere un libro, ascoltare musica. Per giovani e adulti. In modo che le nostre città abbiano spazi culturali fatti di memoria ma accoglienti nel presente e innovativi, con lo sguardo al lavoro e al futuro, "Radici e ali" anche nel Museo Castromediano insomma: è il motto su cui fondiamo il brand della nostra Puglia, per valorizzare l'identità non solo con la memoria ma anche con l'innovazione, con le tecnologie, e con i progetti".

"Quando si investono risorse così importanti", è intervenuto il sindaco della Città di Lecce Carlo Salvemini", come quelle che saranno impiegate per l'ammodernamento del Museo Castromediano, si sente la responsabilità di fare in modo che il ritorno per la cittadinanza, soprattutto in termini di possibilità di fruizione collettiva pubblica, sia altrettanto importante. Anch'io mi auguro che questo sia il passo decisivo per far percepire il Museo Castromediano in modo più consapevole da parte della cittadinanza, per far in modo che i leccesi e non solo lo sentano come un luogo accessibile, aperto e vivo. Da qui a pochi anni, dunque, crescerà ancora la disponibilità della nostra città in termini di ricchezza monumentale, noi abbiamo la responsabilità di valorizzarla, è una sfida importantissima, perché a Lecce in futuro ci saranno tanti e tanti in più motivi per venire in visita. Valorizzare, dare una funzione e rendere vivo questo patrimonio sarà possibile solo se Comune, Provincia e Regione collaboreranno fianco a fianco".

"Il modo più bello di festeggiare una ricorrenza così importante", ha concluso il direttore del Polo Bibliomuseale del Salento Luigi De Luca, "è farsi cogliere nel pieno di una trasformazione. Un rinnovamento che da un lato esalterà il museo della conoscenza circolare e democratica che volle Franco Minissi nel concepire le sue avveniristiche architettura oltre 40 anni fa, dall'altro un museo che guarda al futuro, che racconta il suo patrimonio archeologico come il risultato dei secolari, millenari movimenti dei popoli e delle genti nel Mediterraneo. Dal "mare della vicinanza", come Pedrag Matvejević definiva il Mediterraneo, al "mare dell'intimità", quell'Adriatico che disegnò il destino del Salento ed anche il suo stesso nome come "amicizia costruita sul mare". Un Museo accogliente dove nessuno è straniero perché tutti lo siamo. Un Museo capace di riproporre ogni giorno lo stupore e l'enigma dell'appuntamento con la bellezza".

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