Skin ADV

GOOGLE ADV

L'arte della Restanza: da Castiglione al grande schermo

Domenica, 21 ottobre 2018 - - Categoria: Cultura

Cronache dal paese della "Restanza". Più che un paese è la piccola frazione di Andrano, Castiglione d'Otranto, al centro del docufilm in fase di realizzazione dalla regista salentina, di base a Bruxelles, Alessandra Coppola. Castiglione e i suoi virtuosi processi legati all'agricoltura e alle iniziative della Casa delle Agriculture Tullia e Gino.

Un'idea che nasce dal desiderio di offrire a una terra da sempre condannata all'equazione "libertà uguale partire" un'alternativa: quella di restare, di riappropriarsi della propria geografia, di continuare a viaggiare, pur restando nello stesso posto, di non rassegnarsi al dovere di partire. Una sensazione che Coppola, artista salentina emigrata da 25 anni, conosce bene. E che ha deciso di narrare prendendo spunto dalle esistenze che popolano la Casa di Castiglione.

È proprio il racconto dell'esperimento dei tenaci attivisti al centro del film, un'idea progettuale sposata dal Ministero della Cultura belga che lo ha finanziato con 40mila euro. A farsi carico della post-produzione è un'associazione di creazione audio-visiva belga, la Graphoui, la romana Ownair invece curerà la produzione esecutiva e la distribuzione.

Per completare la produzione, proprio da Castiglione parte la raccolta fondi dal basso per completare il ciclo di produzione di un film che avrà un'ampia distribuzione tra Italia, Belgio e Francia.

L'idea del film parte dalla drammaticità dei dati del Rapporto Svimez, presentato di recente a Roma. In 16 anni sono stati 1,8 milioni i meridionali "in fuga" e quasi la metà è under34. La Puglia, nel solo 2016, ha perso settemila residenti, con un tasso migratorio tra i più alti. E nel piccolo, nella provincia di Lecce, all'esodo verso il nord si aggiunge la migrazione interna che sta letteralmente svuotando l'area del Capo di Leuca e quella del versante levantino.

Il linguaggio cinematografico è stato scelto proprio per contrastare la tragicità di questi numeri, per porre rimedio allo spopolamento, con un nuovo immaginario. Non serve solo annunciare e constatare tragedie e catastrofi sociale, per riuscire a sopravvivere occorre anche immaginare nuove strade, un altro tipo di futuro, un'alternativa viva, reale, che si possa vedere, ascoltare e, in questo caso, toccare con mano, semplicemente recandosi nel Sud Est salentino.

Da qui l'idea della regista di raccontare l'esperienza di Castiglione e "l'arte del restare", con il titolo preso in prestito dal termine coniato dall'antropologo calabrese Vito Teti. Un gruppo di giovani e meno giovani rifiuta di abbracciare la migrazione come la soluzione a tutti i problemi del territorio, decide di restare e legare il proprio destino alla terra. Con tutto quello che ne consegue: virtuosa quotidianità e grandi speranze.

Per conoscere le varie "formule" di partecipazione alla raccolta fondi: 320/0710681.

Torna a inizio pagina
ClioCom © copyright 2013-2018 - Clio S.r.l. Lecce - Tutti i diritti riservati - layout e grafica