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Masseria Tagliatelle: lavori di immaginazione in corso

Martedì, 16 ottobre 2018 - - Categoria: Attualità

Dalle idee alla pratica. Chiude, ma solo temporaneamente, la Masseria Tagliatelle e il suo laboratorio di partecipazione urbana, per lasciare ai sogni e all'immaginazione il tempo di sedimentare e prendere forma. Sono stati proclamati domenica scorsa i tre progetti vincitori del bando, che contribuiranno alla rinascita della masseria alle porte della città di Lecce, a pochi passi dalla ferrovia.

I progetti vincitori sono Binario Zero, Cava delle Fate e Caveau. Binario Zero è stato pensato come un vero e proprio hub di comunità: un alveare in cui esperienze individuali e collettive possono fecondarsi e crescere, attraverso una prolifica contaminazione e scambi tra cittadini e comunità sovraterritoriali, per favorire la coesione sociale come condizione indispensabile allo sviluppo del territorio. La Cava delle Fate ha la volontà di condurre per mano in una sorta di viaggio interiore, che si prenda cura delle persone e delle relazioni umane. Un percorso nello spazio e nel tempo, che rispetta l'intenzione originaria della Masseria, nata come luogo di otium creativo di una nobile famiglia del Cinquecento, e che si sviluppa in più ambienti, dal Ninfeo, alla Casa delle Fate fino al Giardino delle Delizie, come un museo diffuso che metta in rete i beni della città con il territorio e i suoi abitanti. Infine, Caveau intende accogliere l'arte contemporanea negli spazi carichi di storia della masseria, introducendo esperienze di realtà aumentata, cooking performance e spazi ludici per i più piccoli.

"Per noi questo è un giorno festa perché siamo felici di come sia andato il laboratorio. I progetti ci raccontano cosa i partecipanti hanno immaginato per il futuro di Masseria Tagliatelle, disegnando alcuni scenari e vocazioni possibili di questo prezioso edificio che si trova in un contesto molto importante della città, prossimo al cantiere del ribaltamento della stazione ferroviaria, immerso in un grande parco, sul quale sta prendendo forma il ponte di Alvaro Siza", ha sottolineato Rita Miglietta. "Tutti quanti abbiamo imparato molto da questa esperienza, i curatori dei laboratori hanno saputo trasferisci le loro esperienze senza sovrapporle alle nostre ma cercando l'interazione con il contesto della città. Io ho imparato molte cose, in particolare che se i cittadini non sono protagonisti attivi di un qualsiasi progetto non può esserci vera rigenerazione".

Le fa eco Ledo Prato, responsabile dei laboratori: "Dopo le parole iniziali del nostro laboratorio (fiducia, futuro, felicità) per questo incontro conclusivo ho pensato ad altre tre parole: sogno, speranza e sapienza. Il sogno è la capacità di vedere quello che ancora non c'è. La speranza, il tendere verso una meta, il coraggio di riaprire il vaso della vita, un rischio da correre che ci apre al futuro, la certezza che una cosa pensata ha senso realizzarla in ogni caso. La sapienza, l'assaporare, il sentire dentro di sé, l' afferrare il senso profondo delle cose, che è nel contempo inquietudine, insicurezza, abbandono, coraggio".

"Ciascuno ha potuto esprimere la propria idea, l'idea di stare insieme in un luogo. È questa la strada giusta. La Puglia che sa stare insieme è la Puglia di cui abbiamo bisogno, quella che può cambiare il corso delle cose, dimostrare che l'amore verso l'altro e verso la propria terra non è un difetto ma un pregio bellissimo e, probabilmente, l'unico modo per guardare a domani", ha dichiarato l'assessora Loredana Capone.

"In questo percorso abbiamo messo come amministratori tutto il nostro impegno e la nostra curiosità, accompagnati sempre dalla consapevolezza di poter essere fallibili. Oggi possiamo dire di essere soddisfatti di quanto è stato prodotto finora e di essere pronti per le nuove fasi che caratterizzeranno il percorso", ha concluso il sindaco Carlo Salvemini. "Abbiamo riscontrato nei partecipanti la disponibilità a sostenere fatica e studio e la capacità di tenere insieme, pensando e al contempo di cercando verifica pratica dei propri desideri, filosofia e scienza. In Italia l'idea di come si definisce la funzione dello spazio pubblico è una straordinaria questione politica. Lo spazio pubblico non come mera progettazione architettonica dei luoghi e degli edifici ma come aree nelle quali le persone si riconoscono, si relazionano, si percepiscono. Quanto più nelle città costruiremo immaginari concreti con queste caratteristiche, tanto più saremo in grado di rimediare alla disgregazione, alla lacerazione, alla mancanza di solidarietà. Abbiamo tanto bisogno di spazio pubblico e di investimenti sull'idea di pubblico, che è ciò che ci tiene assieme gli uni con gli altri».

Ai tre gruppi le cui idee saranno giudicate le più sostenibili e innovative, sarà assegnato un premio di 8mila euro da utilizzare secondo un programma condiviso con l'Amministrazione Comunale per attività di valorizzazione della Masseria e del quartiere, per un periodo massimo di 90 giorni.

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