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Polittici veneti: restauro aperto ai visitatori al Castromediano

Venerdì, 20 settembre 2019 - - Categoria: Cultura

Cantiere aperto al museo "Sigismondo Castromediano" ma niente impalcature e operai bensì delicatissimi pennelli e piccoli utensili per ammirare da vicino il meticoloso lavoro dei restauratori impegnati nel recupero di due importanti polittici veneti, parte della collezione permanente del museo. Il primo, attribuito a Lorenzo Veneziano, databile al 1380, proviene dal monastero delle Benedettine di Lecce, e il secondo, attribuito alla bottega veneta di Alvise e Bartolomeo Vivarini, databile al 1463, proveniente dalla chiesa di Santa Caterina di Galatina.

Da lunedì 23 ottobre il laboratorio di restauro sarà aperto ai visitatori che potranno così interagire con i restauratori a lavoro e ammirare il riemergere della bellezza di queste preziose opere pittoriche dallo stile abbastanza insolito nel Salento. L'operazione di recupero è il frutto della virtuosa sinergia tra pubblico e privato, in cui il contributo di Banca Popolare Pugliese, dimostratasi da subito sensibile all'operazione, tramite l'incentivo fiscale Art Bonus che premia le imprese sostenitrici dei progetti culturali attraverso il credito di imposta pari al 65 per cento degli investimenti.

"Un seme messo a dimora un anno fa ha dato i suoi frutti" ha dichiarato durante la presentazione dell'iniziativa il direttore di BBP Vito Primiceri, "in rappresentanza della Banca Popolare Pugliese sono orgoglioso di aver fatto parte di questo recupero e questa operazione dà corpo a quella missione che la banca persegue sul territorio, ovvero sposarne non solo le istanze economiche ma anche quelle sociali e culturali per la sua crescita. Faremo la nostra parte anche in futuro".

"È un modo per riconciliare il patrimonio culturale con i cittadini", ha spiegato il direttore del Polo biblio-museale di Lecce Luigi De Luca, "non solo in occasioni espositive ma anche durante le fasi di lavoro di recupero come in questo caso. La vera sfida è offrire a tutti la possibilità di venire al museo e avvicinarsi al lavoro di restauro del patrimonio pubblico".

La lunga storia dei due polittici abbraccia sia quella nazionale sia i suoi riverberi su quella locale. A raccontarla è la storica dell'arte Brizia Minerva che ne ha ripercorso le tappe da quando, dopo l'Unità d'Italia, in seguito alla soppressione degli ordini monastici, il patrimonio artistico rischiava di andare perduto. Fu allora che Francesco Casotti, membro della Commissione conservatrice per i monumenti storici e di belle arti di Terra d'Otranto, avendoli ritrovati in stato di abbandono, nel 1872 ne propose l'acquisto a Sigismondo Castromediano.

"La bellezza va approfondita", ha dichiarato l'assessore all'industria turistica e culturale della Regione Puglia Loredana Capone, "e questo fondamentale restauro consentirà alla comunità di conoscere due opere di riferimento per le collezioni del Museo Castromediano e dell'intera Puglia. Sono opere che appartengono a grandi nomi dell'arte italiana di età moderna, dunque siamo molto grati a Banca Popolare Pugliese per il supporto, e questa è un'altra bella novità che riguarda il cantiere: il dialogo tra le istituzioni pubbliche e le realtà private, finalizzate al sostegno del nostro patrimonio".

Il Cantiere di restauro aperto sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle12 e dalle 16 alle19. Il museo rimarrà chiuso il sabato e la domenica fino a dicembre. Dal 20 settembre ogni martedì (9-13, per studenti) e giovedì (16-20, per il pubblico) partirà il progetto Museo in progress, che prevede la partecipazione dei visitatori nel percorso di riallestimento della sezione archeologica del museo con prenotazioni ai numeri: 0832/373569, 0832/373561, 0832/373572.

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