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quiWeb: il cuore a sud di Ilenia Tesoro

Giovedì, 13 giugno 2019 - Autore/Fonte: Valeria Nicoletti - Categoria: Cultura

Il Salento, raccontato dai nuovi media. Con la rubrica quiWeb, pensata esclusivamente per la rivista on-line, vogliamo farvi conoscere quelle realtà "virtuali" che narrano il territorio con un account Instagram, una pagina fb, scritti fruibili solo su schermo, presentandovi personaggi e "cantori" moderni di un territorio che rivela angoli sconosciuti e punti di vista inediti, esplorati attraverso le tecnologie contemporanee.

Per questo nuovo appuntamento, incontriamo Ilenia Tesoro, classe 1992, fotografa di base a Lecce, autrice dell'account Instagram "Il cuore a sud". Inizia a fotografare grazie al nonno che le regalò, ancora bambina, la sua prima macchina fotografica, da quel momento inizia a scoprire dapprima lo strumento e poi ad apprendere il linguaggio e l'espressione della luce.

Il suo stile è influenzato dalla poetica delle parole scritte, narrate, la poesia come disegno di ombre nette, riscopre dunque nella fotografia il mezzo unico attraverso il quale racchiudere tutti i suoi interessi, rappresentandoli attraverso il metodo di scrittura della luce che ricerca sempre in ogni inquadratura rendendola la vera protagonista delle sue foto.

 

- Per ogni foto, tranne rari casi, non è specificata alcuna geolocalizzazione, nessuna didascalia. Come se il cuore a sud non fosse propriamente un'indicazione geografica, ma potesse trovarsi in ogni latitudine e alla fine fosse quasi uno stile di vita, e un modo per osservarla. Come nasce Il cuore a sud?

Il cuore a sud nasce dall'amore verso il silenzio, la lentezza di questa terra e del suo modo di viverla. Per scelta non ho voluto mettere né didascalie né geolocalizzazione delle foto perché non ha importanza. È importante la libertà del soggetto fotografato e la luce, nient'altro.
È iniziato tutto dall'estate dello scorso anno, quando per lavoro ho girato spesso nei paesi dell'entroterra. La luce alta del sole enfatizzava ancora di più le persone che incontravo per strada e mi rendevo conto di notare una certa libertà nel fare le cose, come se fosse tutto ordinario e invece non era così. Innamorata, ho iniziato a scattare foto in chiave ironica le persone che in qualche modo facevano qualcosa di straordinario, ed è così nasce il cuore a sud.

 

- Il genere umano è il soggetto ricorrente. Ma raramente ci sono occhi che guardano nell'obiettivo, sono spesso sguardi persi all'orizzonte, impegnati in giri peripatetici dell'isolato, mani in tasca e coppola sulla testa. Coppie anziane che aspettano, nelle tante sale d'attesa di una vita, o semplicemente l'imbrunire in riva al mare. Esseri umani, oltremodo, come recita il sottotitolo dell'account. Esistenze immortalate nella loro autenticità più nascosta e, anche, nella loro vulnerabilità. Cosa significa per te?

"Oltremodo esseri umani" è stata la mia direzione dopo aver iniziato a mettere insieme un po' di scatti. Mi sono resa conto che al sud ci sono esseri umani straordinari, capaci di sorprendere e di vivere la lentezza, che è ormai un concetto lontano da noi. Ed è il sud la chiave di lettura, perché nonostante tutto esiste ancora un mondo parallelo, conservato silenziosamente, fatto di persone autentiche che fanno cose impensabili, e per me è veramente prezioso.

 

- Una provincia dell'esistenza, popolata solo da indigeni, ben lontana dal Salento patinato delle riviste turistiche. Semplicità e un modo antico di godere della lentezza di giornate esposte al sole, di piccoli miracoli del quotidiano. Storie tipiche di vita meridiana: le urla della mamma che richiama i bambini dal mare, l'apatia dei pomeriggi imbevuti di controra, la sedia impertinente sulla strada. Come riconosci le storie che hai voglia di raccontare?

È un momento preciso, lo riconosco da quando alzo lo sguardo e mi incanto a guardare quello che ho davanti. È questione di attenzione, ci sono delle gestualità nel quotidiano che spesso prendiamo per scontate, ma in realtà non lo sono e bisogna guardare in modo attivo quello che ci circonda, come se ogni cosa fosse nuova e avesse una storia in sé da raccontare.

 

- C'è un immaginario al quale ti ispiri?

È il mondo off-line, quello fatto di persone vere e azioni vere.
La mia visione è stata sicuramente influenzata dalla fotografia di Martin Parr, che è ironica e racconta le persone nella loro semplicità e libertà.

 

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