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quiWeb: Lettering da Lecce, tracciare l'invisibile

Giovedì, 22 novembre 2018 - Autore/Fonte: Valeria Nicoletti - Categoria: Cultura

Il Salento, raccontato dai nuovi media. Con la rubrica quiWeb, pensata esclusivamente per la rivista on-line, vogliamo farvi conoscere quelle realtà "virtuali" che narrano il territorio con un account Instagram, una pagina fb, scritti fruibili solo su schermo, presentandovi personaggi e "cantori" moderni di un territorio che rivela angoli sconosciuti e punti di vista inediti, esplorati attraverso le tecnologie contemporanee.

Per questo nuovo appuntamento, incontriamo i creativi di Lettering da, progetto nato inizialmente in quel di Torino, da un'idea di Silvia Virgillo e poi "esportato" in altre città italiane. Per Lecce, Lettering è seguito da Sugosugo Studio, agenzia creativa che lavora nell'ambito della grafica e della comunicazione visiva, offrendo consulenza e realizzando progetti di comunicazione online e offline. Lo studio è stato fondato nel 2016 da Chiara Galiano e Pietro Paciullo e opera tra la Lombardia e la Puglia.

 

- Come nasce Lettering da Lecce? Chi c'è dietro l'obiettivo?

Lettering da Lecce nasce come figlio di Lettering da, un progetto avviato nel 2012 da Silvia Virgillo, graphic designer torinese, che si è poi esteso nel tempo in altre città italiane.
L'idea è quella di creare una galleria fotografica online delle insegne, delle iscrizioni, delle tipografie che costellano le strade delle nostre città e che spesso ci sono talmente familiari da passare inosservate, ma che in realtà conservano in sé la memoria storica del luogo, di chi ci vive e ci ha vissuto, e in qualche modo descrivono il racconto della città stessa.

Dietro le pagine social delle diverse città ci sono appassionati di tipografia come noi di Lettering da Lecce (Chiara e Pietro sono fondatori e soci di Sugosugo Studio, agenzia di grafica e comunicazione), che hanno deciso di passeggiare per la propria città con uno sguardo più attento, immortalare le insegne più interessanti, raccoglierle in una galleria online e periodicamente ridisegnare i lettering più significativi.

 

- Dietro ogni scritta, una storia, quella di un'azienda, spesso quella di una famiglia. Quali sono le targhe e le scritte che vi hanno incuriosito di più? Quali le storie più belle?

Le tipografie che ci interessano di più sono solitamente le più antiche, quelle che portano su di sé lo scorrere del tempo e la memoria della città, ma anche quelle che rappresentano dei luoghi significativi per chi vive a Lecce. Come la bellissima Tipografia del commercio in Via dei Perroni, tipografia storica del tessuto leccese (è stata aperta nel 1926!), che conserva al suo interno una vastissima collezione di antico materiale grafico e legato alla città e che mantiene ancora la sua bellissima insegna originale. O come Nocco (Via del Palazzo dei Conti di Lecce), dove l'insegna è stata rifatta recentemente, ma sulla base di quella vecchia, e conserva in sé il simbolo di un luogo di ritrovo, caldo, un posto "di casa" per chiunque a Lecce. E poi c'è ancora Sala da barba (Via Birago), dove la bellezza dell'insegna sta anche nella sua dicitura, testimonianza di un negozio del passato, che oggi trova la sua traccia in questa iscrizione rimasta ferma al suo posto.

 

- Andare alla ricerca di font è anche un modo per scoprire da un altro punto di vista la città, spingendosi anche nei quartieri meno conosciuti. Quali angoli della città vi hanno riservato più sorprese?

Ogni angolo della città può riservare sorprese, se si cammina col naso all'insù e si fa caso alla tipografia, e dobbiamo ammettere di aver trovato diverse perle in diverse zone... Forse, dovendo scegliere, un angolo della città che ci ha regalato molto materiale interessante è stato il quartiere Salesiani, perché è ancora immerso in una dimensione di vecchie tipografie di attività commerciali, che hanno deciso di conservare fino ad oggi le loro insegne originali.

 

- Dall'insegna al font, avete digitalizzato i caratteri dell'insegna della Libreria Adriatica. Qual è l'obiettivo dell'esperimento?

Libreria Adriatica è solo l'ultimo, ne abbiamo tracciati altri! :) Fra tutti i lettering fotografati, periodicamente ne scegliamo alcuni, che non utilizzano caratteri tipografici conosciuti e che risultano particolarmente interessanti per la forma delle lettere, e li ridisegniamo (eventualmente correggendoli nelle loro imperfezioni), sia per dare rilievo ai dettagli della forma delle lettere, spesso guardate con poca attenzione, sia per avere un'analisi di base che in futuro possa aiutare in uno degli obiettivi di Lettering da: la progettazione di alfabeti completi, ricostruiti a partire da lettering ritrovati in città.

 

- Nell'era dei loghi, dei franchising e delle insegne che finiscono tutte per assomigliarsi, conservare e immortalare le vecchie targhe di un tempo, spesso fatte artigianalmente, ha quasi un valore politico.

In qualche modo sì, se consideriamo che per noi è sempre stato importante il tema della memoria storica di cui le insegne e le tipografie della città si fanno portavoce. Rispetto a quelle odierne, le vecchie insegne hanno il valore artistico del fatto a mano, il fascino dell'artigianale, spesso dimostrato anche dall'errore, dall'imperfezione di alcuni glifi. Si trattava spesso di insegne fatte ad hoc, uniche e assolutamente identificabili, che diventavano in qualche modo il marchio dell'attività commerciale, segno di riconoscimento, e che in un certo senso hanno in sé anche un valore emozionale. Quello che più ci piace di questo progetto è proprio il fatto di tracciare l'invisibile, in qualche modo, quello che c'è dietro ai lettering e che i lettering spesso rappresentano, il vissuto, l'appartenenza, l'identità e la memoria della città, di chi l'ha fatta e la fa.

 

- Quali sono i vostri progetti futuri?

Stiamo pensando di utilizzare tutti i materiali prodotti per dei progetti che possano raccontare in chiave moderna la città. Ci piacerebbe anche far conoscere di più il progetto in loco, attraverso iniziative, workshop o – perché no? – una piccola mostra!

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