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Rifiuti zero, la sfida della Puglia
un'opportunità di sviluppo

Venerdì, 28 febbraio 2014 - - Categoria: Speciale Regione Puglia

Un obiettivo ambizioso, una sfida che i tempi nuovi impongono, a cui nessuno può sottrarsi. Sulla gestione dei rifiuti si gioca una partita importante per il futuro delle nuove generazioni e non c'è tempo da perdere se si vuole porre rimedio ai danni causati dall'assenza di buone leggi e di una scarsa sensibilità ambientale, diffusa in maniera trasversale nella società italiana.

La Puglia non sta a guardare e negli ultimi anni ha adottato provvedimenti che segnano una netta inversione di tendenza rispetto al passato, in un'ottica di modernità intesa come sviluppo coniugato alle ragioni dell'ambiente e della qualità della vita.

Rifiuti zero - Prima regione in Italia ad aver approvato nell'ottobre scorso un Piano Regionale dei Rifiuti - tra le pochissime che se ne sono dotate - che poggia sulla strategia Rifiuti Zero, la Puglia guarda al futuro con la consapevolezza che per raggiungere gli standard europei dovrà fare sistema e impegnare le energie migliori.
Ambiente in primo piano - L'ambiente, la sua tutela e valorizzazione, consolida la propria centralità nelle politiche strategiche della Regione, ha un peso determinante per la salute e la qualità della vita dei pugliesi ma anche per la crescita di settori primari dell'economia regionale, dall'agroalimentare al turismo. E la gestione del ciclo dei rifiuti rappresenta la cartina al tornasole della cura del territorio.

Fuori dall'emergenza - L'approvazione in Consiglio regionale del Piano di Gestione dei Rifiuti Urbani conferma la bontà di una funzione legislativa e amministrativa esercitata in maniera trasparente e lungimirante. Rappresenta l'occasione, come ha sottolineato l'assessore alla Qualità dell'Ambiente Lorenzo Nicastro, "per ricostruire un percorso e condividere una prospettiva per il nostro territorio". Basti pensare che il Piano è il primo a regime ordinario, fuori, quindi, da quella fase commissariale in cui la Puglia è stata negli ultimi 15 anni.

Condivisione - "Abbiamo svolto un lavoro di confronto con le parti sociali che viene da lontano e che negli ultimi due anni ha permesso una ampia partecipazione alla redazione del Piano", sottolinea l'assessore Nicastro, ripercorrendo un iter che ha visto il governo regionale proporre il Piano di Gestione dei Rifiuti Urbani ai cittadini, attraverso la pubblicazione online dell'intera documentazione, recepire suggerimenti e osservazioni, quindi avviare il confronto politico e la concertazione con tutti i soggetti interessati.

Governance - Il carattere innovativo dell'azione di governo si conferma anche nella modifica della gestione della governance, che pone le basi per una valorizzazione dei soggetti territoriali chiamati a un'assunzione di responsabilità rispetto al proprio ruolo all'interno di un meccanismo complesso. La nuova ingegneria istituzionale riduce il numero degli Organi di Governo d'Ambito dai vecchi 16 ATO agli attuali sei OGA, ai quali affidare i servizi "capital intensive", come gli impianti. Istituisce poi gli ARO, Ambiti di Raccolta Ottimale, per superare il concetto "municipale" di gestione dei servizi di spazzamento, raccolta e trasporto, e connettendoli a carte dei servizi e convenzioni di funzionamento dei nuovi soggetti uguali su tutto il territorio.

La Puglia è una -"L'obiettivo era di ragionare in termini di regione", conferma Nicastro, "creando soggetti di gestione, a costo zero per la parte pubblica, su territori con caratteristiche comuni per ottenere servizi omogenei, costi livellati, performance meno discontinue da Cagnano Varano a Santa Maria di Leuca".

Regione e Comuni - La regia regionale accompagna il percorso di Comuni e privati, sostenendo economicamente il progetto: per gli impianti sono state individuate risorse per 33 milioni di euro, a disposizione delle amministrazioni locali mentre l'accesso ai 10 milioni e 800mila euro destinati agli Aro e ai Comuni virtuosi è stato prorogato al prossimo 30 giugno. Incentivi e sostegno ma niente più sconti, né rinvii - come nella rimodulazione dell'ecotassa, che riafferma l'imperativo di ridurre a valori minimi i conferimenti in discarica, favorendo il recupero spinto di materiali - per sindaci e comuni inadempienti che con i loro ritardi potrebbero bloccare l'intero ingranaggio.

Al di là delle logiche di campanile, degli orientamenti e interessi di parte, la sfida della Puglia, tra ecologia e opportunità di sviluppo, è aperta.
E riguarda tutti.

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