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Teatro e Società: a Lecce torna la International School Theatre and Society di Astràgali

Lunedì, 01 ottobre 2018 - - Categoria: Cultura

Teatro e società. Esplorare la realtà con i mezzi della scena, indagare il quotidiano con gli strumenti dell'attore. È quanto si propone di fare la International School Theatre and Society, promossa da Astràgali Teatro in partenariato con il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull'Uomo dell'Università del Salento, che prende il via lunedì 8 ottobre e termina il 16 novembre, coinvolgendo 36 artisti under 35 provenienti da tutta Italia.

La scuola prende la forma di una residenza teatrale della durata di tre settimane, con la partecipazione di teatranti ed esperti da Italia, Grecia, Russia, Tunisia e Burkina Faso, perché il teatro diventi uno strumento di dialogo, di confronto, superando le barriere linguistiche e, ovviamente, sociali. In programma, ci sono quindi lezioni frontali, attività cross-experience, incontri aperti al pubblico, performance collettive e focus sul teatro sociale in Africa e in Russi, sulle tecniche teatrali abbinate all'animazione sociale, sul teatro come veicolo di cambiamento sociale, sul sistema educativo greco, sulla musica e la visualità nel Maghreb, sulle dinamiche sociali raccontate attraverso teatro e media.

Come gli operatori sociali possono avvicinarsi alle persone? È questa la domanda di partenza del progetto, che intende mantenere un approccio sì artistico ma soprattutto relazionale, comunicativo, partecipativo, legando gli interrogativi, le indagini, le ricerche, al contesto geografico, alla realtà sociale attuale, al territorio e al suo miscuglio culturale. L'intento è quello di favorire esperienze di empowerment sociale, rafforzare al tempo stesso l'identità ma anche la comunità tra i vari soggetti operanti, contribuire alla memoria, alla diversità e alla rielaborazione delle narrazioni, individuali e collettive.

Il teatro sociale affonda le sue radici negli anni Sessanta, quando "l'arte per l'arte" non è stata più sufficiente e tutte le discipline sono state chiamate all'appello per fornire una risposta, o almeno una direzione, in un'epoca di straordinari cambiamenti sociali. L'idea del festival è quella di promuovere un'interazione feconda tra le arti per cercare, anche parzialmente, di dare risposta agli interrogativi di oggi, come l'integrazione dei migranti o dei detenuti, la risoluzione dei conflitti, la necessità di combattere l'odio sociale.

Tra gli ospiti della residenza ci sono Dmitry Trubochkin (docente e coordinatore scientifico dell'Accademia Raikin di Mosca), Alfira Arslanova (presidente del Centro Russo dell'Iti Unesco), Hamadou Mandè (Università di Ouagadougou e Presidente del Centro del Burkina Faso dell'Iti Unesco), Jean Baptiste Hamado Tiemtorè (regista e attore teatrale), Adel Bouallegue (Istituto superiore di arti drammatiche dell'Università di Tunisi), Theodore Grammatas (Università National and Capodistrian di Atene), Roberto Tessari (storico del teatro, Università di Torino),Carla Petrachi (giornalista e operatrice culturale) e alcuni docenti dell'Università del Salento (Fabio De Nardis, Omar Gelo, Marta Vignola, Ferdinando Spina, Claudia Venuleo).

Il progetto rientra nell'ambito di The.so (Theatre and Society), sostenuto dal Mibac e da Siae, nell'ambito dell'iniziativa "Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura".

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