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Vent'anni di Teresa Manara: calici, ricordi e racconti

Venerdì, 31 maggio 2019 - -

Sorsi d'eccezione, ripercorrono la storia della famiglia, i Cantele, celebrando le venti vendemmie del vino chardonnay che porta il nome della signora Teresa Manara.

Romagnola di nascita, per amore del marito Giovanni Battista, mediatore di vino, scelse di trasferirsi nel Salento agli inizi degli anni '50. Inconsueto caso di migrazione da Nord a Sud. Con i figli Domenico e Augusto, col passare del tempo, si radicarono così tanto che decisero, negli anni '70, di far diventare questa terra il loro investimento e la loro scommessa di vita.

"Gli inizi non furono facili anzi si facevano molti sacrifici, ma mamma Teresa continuava a spronarci e supportarci" racconta con commozione Domenico Cantele ricordando la fondazione della cantina, a Guagnano, e i primi imbottigliamenti insieme al fratello Augusto.

E proprio negli spazi dello stabilimento, fiore all'occhiello della produzione vinicola salentina, ricordano gli inizi e celebrano, in racconti, immagini, sapori e sorsi, uno dei loro prodotti di punta, il "Teresa Manara Chardonnay, I.G.T. Salento", a vent'anni dalla prima vendemmia. Vent'anni celebrati con un'etichetta nuova ed elegante, e con una serata speciale, intrisa di ricordi e suggestioni, con i ricordi di chi, oggi, cura i germogli di quelle radici e prosegue nello sviluppo dell'azienda: i figli di Augusto, Gianni e Paolo, e i figli di Domenico, Umberto e Luisa.

"Lavoriamo in simbiosi mantenendo l'autonomia del proprio ruolo e allo stesso tempo ci divertiamo come se giocassimo ancora nel cortile della nonna Teresa" racconta Luisa, l'unica donna dei Cantele.

"Abbiamo avuto la fortuna di vivere insieme ai nostri nonni e questo ci ha permesso di acquisire un grande bagaglio di cultura ed esperienze su cui basiamo la conduzione aziendale e anche il nostro stile di vita", dice Gianni, il tecnologo dell'azienda.

Paolo invece gira il mondo alla ricerca continua di nuovi mercati, nel trolley i vini e i racconti del terroir Salento. Umberto cura numeri e conti dell'azienda e con la sua simpatia tesse insieme rapporti commerciali e profondamente umani.

A raccontare con immagini e parole la storia del "Teresa Manara", c'è anche un di Silvio Bursomanno, regista e scrittore per l'occasione. E, nella serata, di ricordi e celebrazioni, profumi di frutta esotica inebriamo lo spazio sinestetico della cantina Cantele e si assaporano visioni, esperienze, armonie, impressioni, gesti. Di una famiglia che ricorda Teresa Manara, mamma e nonna, e la ringrazia ancora per quella scelta. (Mimmo Cataldi)

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