quiSalento gennaio 2026 (sfogliabile on line)

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“Bello et iocundo et robustoso et forte”, è il Frate Focu nel “Cantico delle Creature” di San Francesco. A gennaio, il 10 per la precisione, prendono il via ad Assisi le celebrazioni ufficiali dell’ottocentenario della morte del santo patrono d’Italia. Il fuoco rappresenta un elemento potente, essenziale, utile e anche giocoso della creazione. Un fuoco che scalda e illumina, che è principio creatore ma che fa anche paura.

Di tutt’altro genere, invece, è il fuoco per Sant’Antonio Abate, simbolo delle “tentazioni”, delle prove spirituali e diaboliche del veneratissimo santo, celebrato e festeggiato ovunque con falò, piccoli e grandi, di varie forme e diversa sostanza. Se poi si va a cercare nei simbolismi pagani e precristiani dei falò, si trovano riti e rituali che sarebbero anche attualissimi, avendo a che fare con i cicli agricoli, con la fertilità della terra e la purificazione dei suoi mali.

Ognuno, nel fuoco, vede quello che vuole. Un catalizzatore di pensieri sparsi e arsi.