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Andrea Sabatino | Made in Salento? è arrivato il tempo del jazz

di MATTEO TANGOLO

Ha il sapore di un'elegante provocazione il titolo del pezzo d'apertura, "Made in Salento". Soprattutto se si fa mente locale sul significato che questa locuzione richiama, collegata com'è all'immaginario musico-culturale degli ultimi dieci anni, e anche più, nel Tacco d'Italia.

E invece no. Invece è tempo di jazz. "Bea", ultima fatica discografica del trombettista Andrea Sabatino, è un disco raffinato e intelligente, condotto con la maestria propria dei grandi talenti, levigati da anni di studio e tanta gavetta, orchestrato con la sicurezza di chi ha iniziato a reggere la tromba in mano fin da giovanissimo.

Dopo il primo disco, "Pure soul", e tantissime collaborazioni di alto livello (da Mario Biondi a Sergio Cammariere, a Dee Dee Bridgewater, solo per citarne alcuni), ci si trova di fronte all'interessante prova di maturità di un artista che continua a sorprendere, accompagnato per l'occasione da un quintetto composto da Gaetano Partipilo (sax alto e soprano), Ettore Carucci (piano), Francesco Angiuli (contrabbasso) e Giovanni Scasciamacchia (batteria).

Non si sa quindi se meravigliarsi o meno quando, ascoltando "Convinction", sembra di essere catapultati in uno scenario felliniano, dove Rota s'ubriaca di bossa nova. Non si sa se quel "Joking with jazz" sia uno scherzo veloce che fila via sui ritmi serrati dettati da un contrabbasso e una batteria che martellano decisi, e non riescono tuttavia a lasciare senza fiato gli ottoni. Non si sa se le interpretazioni di "The eye of the hurricane", di Herbie Hancock, e di "Giochi di luci", di Marco Tamburini, così distanti stilisticamente l'una dall'altra, non rappresentino in fondo le due facce di una moneta che, da qualsiasi lato cada, sembra cadere bene. Non si sa se il tema della traccia che dà il titolo all'album, e del suo "reprise" a chiusura del cd, siano due romantiche e struggenti ballate, che si sublimano in chiusura del disco, quando la melodia viene spogliata da tutti gli altri strumenti, per lasciar spazio alla nuda tromba. Quel che si sa è che il disco è ballata, è funky, è bossa, è swing, è hard bop. Quel che si sa è che, finita l'ultima traccia, si è subito pronti a ripartire dalla prima.

Andrea Sabatino another 5tet, Bea, Dodicilune, 2015.

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