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Brindisi

Il porto di Brindisi

Città crocevia di storia, arte e cultura

Antico crocevia di genti e culture, Brindisi sorge all'interno di un'insenatura naturale che, incuneandosi profondamente nella costa adriatica, ha dato il nome alla città. La peculiare morfologia del porto brindisino, con il seno di levante e il seno di ponente che evocano le ramificazioni delle corna di un cervo, ha ispirato il toponimo messapico Brention, "testa di cervo", da cui deriva il latino Brundisium. Vivace centro industriale, con i suoi 90.000 abitanti circa, Brindisi è capoluogo di provincia.

Visse la sua età aurea dopo la conquista dei Romani. Ubicata lungo il tracciato della via Appia e della Traiana, divenne il più importante porto per l'Oriente dell'antica Roma. La città ispirò Cicerone, ospite di Lenio Flacco, e fu lo scenario in cui si spense il poeta Virgilio nel 19 a.C. Dal suo porto Federico II di Svevia salpò alla volta della Terra Santa per la Sesta Crociata. Protagonista di numerose vicissitudini storiche, Brindisi fu elevata al rango di capitale d'Italia quando, tra il settembre 1943 e il febbraio 1944, diede rifugio al re Vittorio Emanuele III in fuga da Roma in seguito all'armistizio dell'8 settembre.

IL CENTRO STORICO

Le mura aragonesi, successivamente fortificate con i bastioni voluti da Carlo V, cingono in parte il centro storico di Brindisi. La più antica porta di accesso alla città è Porta Mesagne, voluta dall'imperatore Federico II. Più tarda è Porta Lecce, eretta nel 1464 da Ferdinando d'Argona e in seguito potenziata da Carlo V che la contrassegnò con il proprio stemma. La piccola fortezza a pianta pentagonale del bastione San Giacomo, elevata dagli Svevi, è oggi sede di conferenze ed eventi espositivi. Poco distante si erge la mole del castello svevo, il più antico della città, voluto dallo "Stupor mundi" come residenza fortificata, detto anche "di terra" per distinguerlo da quello aragonese "di mare".

Lasciandosi alle spalle la stazione ferroviaria, inaugurata nel 1865 dai principi Umberto ed Amedeo di Savoia, si giunge in piazza Cairoli con la caratteristica fontana delle Ancore. All'incrocio tra corso Umberto I e corso Garibaldi si può sostare su una delle panchine che ornano piazza della Vittoria con la seicentesca fontana de Torres. Più avanti ci si imbatte nel ricco calendario di spettacoli di prosa, lirica e concerti del Nuovo Teatro Verdi, costruzione contemporanea sulle rovine di un sito archeologico di epoca romana che si possono ammirare nelle fondamenta dell'edificio. Sulla facciata principale, l'edificio sfoggia un bassorilievo in bronzo realizzato dall'artista ungherese Amerigo Tot.

Fronteggia il teatro il rinascimentale prospetto del Palazzo Granafei Nervegna, diviso in tre ordini dalle cornici marcapiano che recano incisi quattro aforismi in latino. Dopo il restauro, l'edificio è stato destinato ad importante contenitore culturale: la suggestiva "sala della Colonna" ospita l'imponente capitello, il pulvino e l'ultimo rocchio della colonna romana. Colossali foglie d'acanto e figure a mezzo busto effigianti divinità e tritoni trionfano nel marmo. Nelle altre sale del palazzo è possibile assistere a convegni o visitare mostre d'arte.

Proseguendo attraverso viuzze lastricate di "chianche" si approda nella scenografica piazza Duomo. Consacrata a San Giovanni Battista, la cattedrale di Brindisi, voluta nel 1089 da papa Urbano II, ha fatto da sfondo ad eventi che hanno scritto la storia. Il prezioso pavimento musivo, di cui oggi restano pochi lacerti, è lo stesso su cui incedeva fiero Ruggiero, figlio di Tancredi, quando fu incoronato re di Sicilia. Dinanzi all'altare brindisino si unirono in nozze Federico II e Isabella di Brienne, regina di Gerusalemme. È da qui che, ogni anno, nel giorno del Corpus Domini, muove la tradizionale processione del "cavallo parato" in cui il vescovo, montando su di un bianco destriero, sfila per le vie cittadine con il santissimo Sacramento.

Su piazza Duomo si affacciano, inoltre, il Seminario, la loggia di Palazzo Balsamo, l'istituto San Vincenzo e il Museo archeologico provinciale "Ribezzo" con il portico dei cavalieri gerosolimitani. L'itinerario museale si snoda tra ceramiche, fibule, monete e trozzelle, riscoprendo i reperti dall'epoca preistorica fino alla tarda età romana.

IL PORTO

Corso Garibaldi, la zona pedonale principale che sbocca sul porto, era in epoca pre-romana un canale navigabile, successivamente bonificato e trasformato in strada per volere di Ferdinando IV di Borbone. Poco più avanti, in piazza Vittorio Emanuele II si può sostare all'ombra delle palme del giardino al cui centro zampilla l'acqua della fontana dei Delfini. Basta alzare lo sguardo e sul muro laterale della Capitaneria di Porto spicca la meridiana realizzata nel 1917 dal capitano Alberto de Albertis, espero di orologi solari.

Passeggiando lungo il viale regina Margherita è possibile godere della brezza marina e ammirare lo scenario del porto brindisino fino a risalire la maestosa Scalinata Virgiliana su cui trionfano le colonne romane dette "del porto", simbolo della città. Delle due colonne gemelle, realizzate in marmo dopo la metà del II secolo, soltanto una è ancora intatta e svetta per oltre 18 metri dominando l'ingresso del porto interno. Solo la base e uno dei rocchi restano del secondo esemplare, caduto nel 1528, smembrato e in parte donato alla città di Lecce per la colonna che si eleva in piazza Sant'Oronzo.

Più avanti si viene accolti nella Casa del Turista, costruzione risalente ai templari, oggi destinata agli uffici per le attività turistiche. Nello spiazzo dedicato a San Teodoro si erge palazzo Montenegro, l'esempio più significativo dell'edilizia civile barocca nella città, in cui soggiornarono il re Ferdinando IV e Gioacchino Murat. Lungo via Camassa è possibile, invece, scorgere le tracce delle antiche mura messapico-romane.

Superando l'ampio piazzale Lenio Flacco, si giunge nel quartiere denominato "Sciabiche" che prende il nome dalle reti utilizzate per la pesca. Artigiani indaffarati nell'intreccio delle "sciabiche" e nella realizzazione di imbarcazioni in legno mantengono vivo l'antico mestiere legato alle risorse del mare. Con il servizio "motobarca" si approda sulla sponda opposta dove ci si può immergere nei colori del villaggio dei pescatori oppure godere del panorama visibile dal terrazzo del Monumento al Marinaio d'Italia, un timone colossale in pietra che si erge per 54 metri portando in trionfo, in cima, la statua in marmo della Vergine. L'opera fu realizzata nel 1933 con il particolare contributo del tenore leccese Tito Schipa che finanziò in parte il progetto. Nel piazzale antistante l'ingresso si trovano due ancore e due cannoni di sommergibili, entrambi appartenuti alle corazzate austro-ungariche.

Sul lungomare Amerigo Vespucci che costeggia le acque del seno di Ponente, ha sede la Lega Navale che riunisce in associazione i cittadini impegnati nell'organizzazione di iniziative culturali, sportive o ambientalistiche per diffondere l'amore per il mare. Proseguendo oltre, si approda nel porticciolo turistico della Marina di Brindisi con la vicina diga di "Bocche di Puglia" che unisce la terra ferma all'isola di Sant'Andrea su cui si erge il castello Alfonsino, emblema della secolare lotta contro l'Oriente islamico.

Dal 2010 l'intera area portuale di Brindisi è al centro del waterfront, il progetto ancora incompiuto di riqualificazione dell'area con interventi in via del Mare e sul lungomare Regina Margherita miranti a rinnovare l'arredo urbano per regolare il traffico e favorire piacevoli passeggiate che uniscono in un abbraccio simbolico la città al mare.

La città festeggia i compatroni San Teodoro d'Amasea e San Lorenzo da Brindisi durante il primo fine settimana di settembre con spettacolari fuochi pirotecnici sull'acqua e con la tradizionale processione a mare che solca le acque del porto, portando le reliquie e i simulacri dei santi su di un natante scortato dalle imbarcazioni.

Le località balneari poco distanti da Brindisi e affacciate sul mar Adriatico sono: Torre Canne, Rosa Marina, Santa Lucia, Torre Santa Sabina, Specchiolla, Punta Penne, Capo di Torre Cavallo, Punta della Contessa e Torre Rossa.

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