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Ciolo

 

Un bagno al Ciolo (località del Comune di Gagliano del Capo) è un tuffo nel profondo blu, non soltanto metaforico. Perchè qui il mare, per la profondità dei fondali, assume già sotto costa il colore forte del blu cobalto. E in quest'acqua i più coraggiosi si tuffano dal ponte della litoranea che sovrasta la caletta, alto poco più di venti metri. Questa è davvero una fantastica insenatura.

Se dall'alto del ponte il panorama è mozzafiato (bisogna fare attenzione se si soffre di vertigini), altrettanto straordinario è il punto di vista dal livello del mare. Questo è un luogo carico di storia: nelle grotte e lungo i costoni non sono rari i ritrovamenti di reperti preistorici. E poi qui, nella grotta marina che si apre al livello del mare (non facilmente raggiungibile senza le necessarie attrezzature), si è verificato il più recente avvistamento di foca monaca nello Jonio (nel 1973) e non è detto che ancora oggi la foca monaca non torni qui per riprodursi, frequentando le grotte meno conosciute di questo tratto di costa. Sui costoni spesso volteggiano i corvi (ma non è raro avvistare anche i falchi) da cui il luogo ha preso il nome: i corvi, infatti, nel dialetto locale vengono chiamati "ciole".

Per raggiungere il livello del mare bisogna imboccare una lunga scalinata dal lato sud del ponte. Si scende per poco più di cento gradini, abbastanza comodi. Sul fondo si apre una sottilissima lingua di spiaggia, larga pochi metri. Il bagnasciuga è oggi una distesa di cemento, perchè utilizzato come scalo di alaggio dai pescatori locali. E' un peccato che non sia rimasta l'antica spiaggetta, ma anche così il luogo resta suggestivo. Il fondale è inizialmente sabbioso, ma dopo poche bracciate è già profondissimo.

Naturalmente questo è un paradiso per chi ama le immersioni. Se il mare è calmo, bastano pinne e maschera per godere delle straordinarie grotte e grotticelle che si aprono sia a sud sia a nord dell'insenatura, alcune delle quali accessibili soltanto sott'acqua. Consigliabile il bagno al mattino o a mezzogiorno. Già dal primo pomeriggio la zona sud della caletta è ombreggiata.

La caletta è quasi sempre calma, perchè protetta dai due alti costoni di roccia. Il vento ideale è il ponente, con i venti da nord/nord-est ci sono un po' di problemi. Con lo scirocco forte il mare è agitato e se le onde sono alte è sconsigliato avventurarsi a fare il bagno.

Per raggiungere il Ciolo, dalla litoranea Otranto-Santa Maria di Leuca, si deve arrivare nel territorio di Gagliano del Capo. La località è contraddistinta dal ponte, lungo circa sessanta metri, che sovrasta il "piccolo fiordo" salentino, a 4 chilometri da Santa Maria di Leuca.

Borghi e città

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