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Domenico Protino | La canzone italiana suonata dal Sud

Musica leggera e pop trovano, da sempre, una certa difficoltà a equipararsi. La prima è una cosa tutta italiana. Non traducibile. Un genere basato sulla mescolanza musicale di... praticamente tutto. I tratti fondamentali: orecchiabilità e testi in italiano non troppo "impegnati". Domenico Protino ne è una fresca testimonianza. "L'album per te", la sua seconda uscita, è un disco che rispolvera, in pratica, una certa tradizione. Tredici brani e diverse varianti musicali con un solo filo conduttore: il melodico.

A regnare sui contenuti, come da prassi, è quasi sempre l'amore. Apre il disco "Aspetterò", ovvero, arrangiamenti basati sulla variazione della linea melodica, scelta degli strumenti in base agli abbellimenti da dare al brano e, qua è là, cori femminili, soprattutto sui ritornelli. Ha tutte le carte in regola per essere una hit radiofonica "Il paradiso è una bugia", il singolo perfetto per l'estate, una storia di provincia per un reggae in levare e una deriva vocale pop nei ritornelli. I coretti aggiungono una ventata di freschezza adatta alle onde, quelle radiofoniche, appunto.

Se "Il più grande sbaglio" e "L'uomo per te" aumentano il tasso di rock, complici le distorsioni, nel disco c'è anche dell'altro. Ad esempio il sapore "tanguero" di "Guardami dentro", con archi e fisarmonica protagonisti, tanto per confermare la presenza di più mani agli arrangiamenti. Poi, un brano in spagnolo, "Jura", quindi la ballata interiore per solo piano e con un volo d'acuto, "Ho smesso di essere Dio". Eclettico ma omogeneo, a dare il senso della compattezza al disco c'è la voce, pacata, melodica, delicata e, soprattutto, sempre aderente al pezzo. Italian style. (Ciro Masciullo)

Domenico Protino, L'album per te, autoproduzione, 2013.

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