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Eutopia/Storie oltre i cancelli

Eutopia, dal greco "buon luogo" è il carcere di Lecce, Borgo San Nicola. Già. "Eutopia. Un altro luogo" è il titolo del volume che raccoglie sedici scritti di altrettanti detenuti dai quali emerge una realtà dolorosa, controversa, difficile ma ricca di sentimenti e una profonda consapevolezza dei veri valori della vita. Il fragore del cancello che si chiude alle spalle, lasciando fuori ogni possibilità di una vita "normale", è solo una delle fasi che attraversa un detenuto. Emerge chiaro da queste pagine che ogni sbaglio, ogni scelta errata, ogni dolore subìto e provocato, in quei pochi metri quadri, vengono poi elaborati, sviscerati tra le lame della coscienza e quelle del rimpianto e, più si scorrono queste storie, più si smette di sentirsi immuni da quegli stessi errori.

"Il detenuto, si può equiparare a un bambino, ha bisogno di una mano tesa che non lo faccia cadere o perlomeno che lo aiuti a rialzarsi", si legge nel libro. Continuando nell'analisi che molti conducono su se stessi e su ciò che li circonda, si giunge a conclusioni ovvie, tranne che per qualcuno: "A che cosa può mai servire emarginare questi luoghi quando, prima o poi, l'emarginato d'oggi si ritrova in mezzo alla folla di domani?". Ognuno di loro guarda al proprio passato di errori spesso ingenui, tutti cercano di vivere un presente positivo nella speranza di un futuro migliore riscoprendo valori e affetti che un tempo avevano dato per scontati.

Ma nell'imprevedibile natura umana, in questo universo di ferro e cemento, sbocciano anche fiori bellissimi come l'amicizia o la voglia di fare prendendo parte alla redazione del giornale "Piano di fuga" con la consacrazione di don Gigi che, dopo aver fatto salire su una sedia il nuovo arrivato, recita la sua ironica "poesia-preghiera": "Mamminieddru miu de core, danne sensu a stu vagnone, ca se senzu ia tenuto a dra subbra ia salutu?".

Magistrale il racconto di Romualdo Martella, che descrive il nervo scoperto di ogni detenuto: le feste comandate. I giorni in cui il peso della solitudine e della lontananza dai propri cari diventa insostenibile dando vita ad una sorta di "parodia della festa", basata su due assunti: "A. la festa è impossibile; B. fai festa!", e si consuma intorno ad un'insensata e nevrastenica abbuffata.
Aa.Vv., Eutopia. Un altro luogo, pp. 101, euro 13. Lupo editore, 2011.

(gennaio 2012)
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