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Giuliano Vozella | Ordinariamente acustico e di qualità

Quando si intraprende un percorso artistico non si saQuando si intraprende un percorso artistico non si sa mai quando e dove finirà. "Ordinary Miles" è il secondo disco solista di Giuliano Vozella, ma è soprattutto la tappa di un viaggio. Si sente da subito: dall'attacco. Dieci brani che spaziano dal folk al blues, passando per le strade del jazz. Il tutto su un solo mezzo di trasporto: la musica acustica e orecchiabile, di chiara qualità. Apre "The maze", ovvero un "labirinto" di parole che si snoda attraverso i sentieri di una base con, in bella vista, un assolo di clarinetto, giusto per ritrovare la strada del ritorno. Un brano alla Kings of Convenience, ma a tutta velocità.

"This green garden" conferma che l'accelerazione a Vozella piace, e induce a pensare che si può anche costruire un brano "grintoso" sposando la causa dell'acustico. La calma c'è, e si trova in brani come "Lullaby for you". Una ballata, una ninna nanna dal candore del rock americano, dalla dolcezza british, dalla melodia contemporanea arricchita da un pianoforte che si staglia sullo sfondo e incornicia un timbro di voce dal registro basso, ma che non sa di forzatura. Poi, "Juliet is here", unico brano interamente strumentale, con una chitarra arpeggiata, chiara e pulita, di intramontabile fascino, che ricorda il Mississipi e un'America in cui uomini nuovi, che non venivano da scuole di musica, inventavano un modo di suonare mai visto prima. Era il blues.

Non manca neanche la ballabilità (si intravede in "Dear home" e "More to say") in un disco "di talento", ambientato in un luogo sonoro in cui il pop d'autore regna sovrano. Rigorosamente acustico, e soprattutto, fine e di classe. Arrangiamenti lavorati al dettaglio dove il mestiere c'è e si sente. Che il viaggio continui. (Ciro Masciullo)

Giuliano Vozella, Orinay Miles, Workin' Label.

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