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Grotta della Poesia

La Grotta della Poesia è un luogo magico, una grande conca naturale dove è possibile immergersi nelle acque cristalline per un bagno da favola. Oggi la zona (con l'attigua area archeologica) è malamente recintata, ma si entra ugualmente.

La grotta è una grande cavità di origine carsica a cielo aperto, di forma circolare, invasa alla base dal mare, che si insinua attraverso un canale sotterraneo lungo pochi metri, percorribile a nuoto. E' accessibile grazie ad una scalinata scavata nella roccia che consente di scendere per alcuni metri fino al livello del mare. Molti usano tuffarsi dal bordo della conca, alta circa 4 metri.

Collegata sempre attraverso un piccolo canale sotterraneo c'è la "Poesia piccola", molto più importante sotto il profilo archeologico. Questo, infatti, era il tempio naturale del dio messapico "Thator Andirahas" ("Tutor Adraius" in latino), divinità che dona salvezza, dove una fonte sommersa faceva ottenere forza e salute.

La certezza che questo fosse un luogo di culto è data dalle numerosissime iscrizioni che coprono circa seicento metri quadrati delle pareti. Proprio la comparazione tra le invocazioni religiose in greco, in latino e nella lingua dei Messapi potrebbe consentire agli studiosi di decifrare, come se fosse una nuova Stele di Rosetta, l'enigmatico e misterioso linguaggio dei Messapi, popolo forse proveniente dall'Illiria che fece del Salento la sua patria.

L'accesso alla Grotta della Poesia è semplice: sulla litoranea bisogna fermarsi all'altezza della cappella della Madonna di Roca (adiacente all'Oasi Tabor) e percorrere alcune centinaia di metri sulla scogliera, verso nord.

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