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La felicità del testimone/Flavia, Concetta e gli altri

di ROSETTA SERRA


Ha otto anni Flavia, quando, in una notte di giugno assiste all'omicidio di un vicino di casa, Germano Scalise, un politico locale che usa toni coloriti e ha una presenza fastidiosa. La piccina, destata nel sonno da rumori provenienti dalla strada, avvicina la sedia alla finestra e guarda attraverso le fessure della tapparella abbassata il brutto episodio. Elisabetta Liguori nel suo terzo romanzo "La felicità del testimone" tesse la trama, come lei stessa tiene a precisare, contaminando con la fantasia fatti di cronaca recenti e il suo vissuto quotidiano, tra le stanze del Tribunale dei Minori di Lecce, dove lavora come cancelliere.

Prende così forma la storia di Flavia con i suoi codini scuri, risucchiati in un mondo di ombre sconce, tra il blu delle sirene della polizia e un sacco di facce nuove, interrogatori, disegni da tratteggiare su fogli bianchi. Ma il paese, omertoso e silente, trascinato nel delitto di via Pagano, emargina la famiglia della giovane testimone: nonna Rosa e mamma Simona. Intanto, l'assistente sociale Concetta si prende cura della piccola, diventando l'unica presenza sicura e protettiva nella sua vita. "Flavia cresceva proprio al centro di quel marasma; si svuotava e si riempiva come una cornamusa suonata dal tempo".

C'è pure papà Claudio, separato da Simona, che rivendica i diritti sulla figlia, con il suo fare riottoso ed un'insopportabile veduta leghista, a saturare la già tossica atmosfera intorno. Così la piccola comincia a correre per svago, per sete di nuova geografia, per ansia di andare incontro alla felicità e Concetta, che ha chiesto ed ottenuto in affido la bambina, è coinvolta dalla stessa passione: la corsa. Muta abitudini ritrovandosi con un corpo diverso, più magro, e un nuovo orizzonte. "Tra le siepi intoccabili e le piste d'atletica autorizzate, il mondo di Concetta avrebbe incontrato ufficialmente quello di Flavia". La verità promette di venire a galla come una veduta onirica e rivelatrice, che indossa stranamente sempre una giacca di camoscio.
Elisabetta Liguori, La felicità del testimone, pp. 271, euro 17, Manni editore, 2011.


(gennaio 2012)
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