Skin ADV

GOOGLE ADV

La natura del mare ricama il barocco

di ANTONELLA GALLONE

Incedendo a passo lento sul bagnasciuga, a piedi nudi persentire la carezza delle onde, ecco che spunta un sasso levigato dalle mareggiate che rimembra una silhouette femminile, più in là fa capolino l acorazza di un granchio, perfetta per evocare uno stemma vescovile e, ancora,una conchiglia che tanto ricorda gli esuberanti orpelli barocchi che ricamanoil centro storico di Lecce. E' questo ciò che accade a Ferdinando Tana, artigiano salentino, durante le sue passeggiate estive lungo le spiagge dellacosta adriatica, da Frigole in giù.

Alle due del pomeriggio piazza Napoli è deserta esilente, la quiete è rotta solo dal vociare in dialetto degli operaiindaffarati nel rifacimento della facciata del palazzo in cui Ferdinando vive e coltiva la sua singolare passione. Semplice e dai modi cordiali, il signor Ferdinando conduce alla visita del suo "rifugio" creativo, alla scoperta dei capolavori in miniatura testimoni di un infinito e genuino amore per la propria terra.

Una piccola Natività, Santa Croce con il Palazzo dei Celestini, la chiesa di Santa Chiara, piazza Sant'Oronzo e altre icone della storia e della devozione dell'antica "Lupiae" si riconoscono e si mostrano in una veste inedita e fantasiosa, in cui ogni dettaglio parla di maree natura. Sembra quasi di varcare la soglia di un mondo fiabesco e passeggiaretra sorprendenti architetture fatte di ciottoli e conchiglie, dove le colonne sono minute canne di bambù, i festoni scultorei foglie di araucaria e le palme semplicemente cardi selvatici. Calpestando erbetta fatta di muschio, piazze marmoree e mosaici di sabbia, si incontrano personaggi litici con stravaganti copricapo che parlano di paesi lontani ed esotici. Vien quasi voglia dimettersi in fila tra i re Magi, i pastori e le contadinelle per omaggiare la nascita di Gesù in un insolito presepe arricchito da dolmen e menhir.

E' una passione lunga 40 anni, quella del signor Ferdinando, che si insinuava nei ritagli di tempo concessi dal lavoro presso la Asl e dalla famiglia, ora si esprime pienamente su un tavolo da lavoro ricolmo, è proprio il caso di dire, di "chincaglierie" e ingegno. "Sonosempre stato affascinato dalla bellezza delle pietre marine", spiega convoce pacata, riscaldata dall'accento salentino, Ferdinando indugiando su ogni particolare delle sue opere in bassorilievo o tridimensionali: dal Gesù Bambino adagiato in una "cozza patella" al rosone di Santa Croce, fatto conun guscio di riccio e con cartilagine di calamaro che regala un effetto vitreo, fino alle "orecchie di San Pietro" per le decorazioni baroccheggianti.

Aprendo le porte del suo piccolo opificio, Ferdinando dischiude anche quelle di un universo fragile e minuzioso: "Questo è ilmio laboratorio, almeno finchè mia moglie non decida il contrario, a ragione, perchè ad ogni passo senti le pietre sotto i piedi...". "Vediamo se indovini che chiesa è questa!", esclama divertito accanto alle sue architetture romanzate che mescolano realtà e immaginazione. Il primo atto della creazione è la scelta del supporto in marmo o in tufo a cui Ferdinando aggiunge una base in gesso dipinto con l'azzurro del mare poichè, spiega,"il Salento senza mare non si può immaginare". Una miriade di piccole scatolette custodiscono conchiglie e sassi di ogni forma e colore accuratamente selezionati secondo le loro peculiari caratteristiche, pronti per divenire putti, figure adoranti, vessilli araldici o ali di angeli. "Per me è una cosa affascinante girare per le spiagge, raccogliere il materiale, anche le conchiglie più consumate, e poi selezionarlo di modo che l'assemblaggio sia più semplice", spiega ancora Ferdinando. Inizia, quindi, un lavoro certosinocon cui i cimeli marini tornano a nuova vita con i pochi e improvvisati strumenti del mestiere, un taglierino, una pinza, una graffetta aperta e l'indispensabile colla. Ferdinando resta chino sulle sue conchiglie per ore, armato di fantasia e infinita pazienza, ma anche di tanta passione.

"Si vede subito che questo è il mio covo", esclama con un sorriso il signor Ferdinando indicando le pietre che sostano solitarie dinanzi all'uscio del ripostiglio esterno che, proprio per lapresenza di questi "guardiani", spicca nell'anonimato delle altre porte. Scrigno di simbologie legate alla devozione popolare, la "Firenzedel Sud" sfoggia i suoi monumenti e le piazze più belle reinterpretate con singolare inventiva e creatività, adoperando frammenti di natura partoriti dalmare. Tra ocre, terre e bianchi lucenti, termina così, nel calore di cromie neutrali, la passeggiata tra le dune, quelle ormai quasi scomparse, i fondali marini e il barocco leccese.

Utilizzate nel corso della storia come monete, armi,utensili, gioielli e persino come acquasantiere, le conchiglie continuano adalimentare la lavorazione fatta a mano delle meraviglie della natura, mentre Ferdinando attende una nuova estate per andare a caccia di sassolini e fossili, e immortalare, durante il lungo inverno, gli scorci più preziosi del suoSalento.

(febbraio 2011)

Torna a inizio pagina
ClioCom © copyright 2013-2019 - Clio S.r.l. Lecce - Tutti i diritti riservati - layout e grafica