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Marittima

Nel paese delle torri

È il paese delle torri, Marittima, frazione di Diso (5.500 abitanti). Se ne contano ben quattro, di cui una, Torre della Piazza, ancora abitata. Le altre prendono i nomi (e cognomi) dai loro ex proprietari: a spasso nel paese non passano inosservate Baldassara in via Caduti Marittimesi, la Paolino Russi e torre Alfonso, che si affaccia su via Cellini. Senza dubbio si tratta della costruzione più interessante: già, perché tal Alfonso, non ha solo pensato a metter su una vera e propria struttura difensiva ma l'ha anche finemente decorata, come testimoniano il cordolo e la balconata al piano nobile. Per la serie, anche l'occhio vuole la sua parte.

La passeggiata continua nel borgo antico. In piazza Umberto I, si incontra la chiesa madre intitolata a San Vitale. Ai lati, due edifici fanno da persiane alla facciata di questa costruzione rimaneggiata più e più volte nel corso dei secoli. Oggi come oggi, dell'originaria struttura cinquecentesca rimane poco o nulla. Il suo stile è neoclassico, come dimostrano la sobria facciata e le navate al suo interno, sovrastate da una cupola di forma ovale.

Anche nella chiesa dedicata a Santa Maria di Costantinopoli è cambiata più di una virgola. E non si tratta solo del crocifisso luminoso e dell'altoparlante sul coronamento della facciata. Le sue navate, un tempo vera e propria quadreria, sono state svuotate dalle sue tele. A far compagnia alle preghiere dei fedeli restano i dipinti di San Francesco e dell'Immacolata. A pochi passi dalla chiesa, si trova invece la colonna dell'Osanna: in origine si trovava nella piazza centrale, vicino alla matrice. Tra gli altri monumenti, si segnala anche una torre colombaia sulla via vecchia per Andrano, in località Arciana. Non sono da meno gli splendidi casini nobiliari, sparsi tra gli uliveti e le campagne di questo piccolo centro.

Il santo patrono è San Vitale, festeggiato il 28 aprile. In estate, da non perdere la festa della fica, gemellata con la città francese di Vèzenobrès e organizzata da un solerte comitato che, nel giro di qualche edizione, ha messo su una vera e propria fiera pomologica chiamando a convegno esperti del settore e dell'ambiente. Il suo segreto? Il giusto mix di sacro e profano: per cui, se da un lato si fa il punto sulle specie, dall'altro si gustano dolci, confetture, fichi secchi con le mandorle intorno a un vecchio albero di "Fica maranciana", secondo il classico clichè di sagra paisana.

Marittima è frazione di Diso, da cui dista solo 2 chilometri mentre per raggiungere Lecce bisogna percorrere 50 chilometri.

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