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Rocco Nigro | Tra balli, fichi e “sunate”

di DARIO QUARTA

La dolcezza dei fichi, e quella dei ricordi. La durezza della guerra e dei tempi difficili, allietati da balli e "sunate". Dalla musica in generale, quella danzata e quella ascoltata a cavallo del XIX e XX secolo, tutta soffiata fuori dal mantice di una fisarmonica suonata e, all'occorrenza, coccolata. Allegria e melanconia, passato e modernità, c'è tutto questo e tanto altro nella valigetta che accoglie lo strumento di Rocco Nigro, eclettico musicista salentino, protagonista di innumerevoli progetti, fisarmonicista talentuoso e sensibile, virtuoso quanto discreto. Tutte qualità che ne fanno un musicista versatile come pochi. Tutti aggettivi che si palesano in questo suo intimo e accorato progetto, "Guerra, fichi e balli", che non è un disco ma suona e si ascolta, non è un libro ma si legge e si sfoglia.

Note, storie e disegni; musica, racconti e illustrazioni (pregevoli acquerelli e china di Marco Cito) per un omaggio e una smisurata gratitudine al nonno, Rocco Nigro anche lui. Protagonista della sua vita da bambino e di un'epoca. Eroe, di una guerra per nulla epica, quella di "Roccë di Vitalònghë", contadino, figlio di contadini di San Michele Salentino, iniziata con un tentativo di diserzione nelle campagne della Grecia. Questa è solo una delle storie raccolte negli anni, registrate, trascritte e poi narrate dal nipote.

Si intrecciano così le voci ai suoni, i racconti del bambino alle "visioni" del musicista. Iniziando dal suono della prima fisarmonica, un regalo del nonno per i dieci anni. Poi le prime pagine, che cominciano con l'arrivo della famigerata cartolina di reclutamento. E così, tra parole scritte, voci narranti (le letture sono di Renato Grilli), scivolano le musiche. I vecchi motivi da ballo, le mazurche, le polche, e poi scottish, valzer, tanghi e foxtrot, quelli di "quando le coppie danzavano sulle chianche". Rispolverati in maniera semplice, chiara, pulita, essenziale, come quei momenti di gioia nell'aia. In una sorta di "autoipnosi", Rocco Nigro ripercorre aneddoti, fatti, suggestioni. E sceglie come filo conduttore la dolcezza, quella del cuore, della sua fisarmonica e dei "fichi maritati". Sapore antico e prezioso nutrimento di ricordi.

Rocco Nigro, Guerra, fichi e balli, Kurumuny, 2014.

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