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Salina dei Monaci

Fino a qualche anno fa, da qui ci passava la nera striscia d'asfalto della litoranea che univa San Pietro in Bevagna a Torre Colimena, entrambe marine di Manduria. Quello specchio d'acqua oltre la strada che d'estate diventava sale, pur emanando un odore sgradevole, richiamava la sosta di cavalieri d'Italia, falchi di palude e fenicotteri rosa e fu proprio per questo che attirò l'attenzione di chi ha a cuore l'ambiente. Così oggi la salina è una riserva naturale, il manto stradale è stato sbancato e sostituito da un sentiero costeggiato da una staccionata e incastonato tra la bianca superficie di sale e le dune tornate alla loro esuberanza.

Oltre che degli uccelli e della flora più spontanea, questo è anche il regno delle biciclette. Occorre infatti lasciare l'auto fuori dal parco, oltre il muretto di pietre che ne delimita le entrate ai due opposti, per entrare già muniti di ogni oggetto necessario perchè non c'è traccia di bar o chiosco di nessun tipo.

Gli accessi alla spiaggia si inseriscono tra la vegetazione delle dune accuratamente recintate in modo che nessuno possa turbarne la vegetazione che qui raggiunge una crescita veramente sorprendente. Una volta in spiaggia lo sguardo si perde lungo una riva infinita lambita da un'acqua cristallina. Una sorta di "selezione naturale" fa sì che chi non è disposto a percorrere a piedi il lungo sentiero preferisca altri lidi, e così questo diventa il luogo prediletto di pochi volenterosi che rimangono su questa sponda dello Ionio fino al tramonto che colora di rosso la distesa di sale.

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