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Tra fole, angiolesse e orchi il mondo fantastico di Verri

di LAURA MANGIALARDO

Le emozioni con Antonio Verri non finiscono mai. "La cultura dei tao", libro e audiolibro riproposto dal Fondo Verri nella collana Spagine, è un cardine della scrittura dell'autore salentino scomparso nel 1993 e ancora straordinariamente attuale.

I tao sono divinità che si muovono nella fantasia di Verri, immateriali e concrete al tempo stesso, che condizionano l'andamento del tempo e degli umori, sono lo specchio, quasi, del suo pensiero, visionario e legato al territorio, che riscopre in ogni cosa una voce parlante. Il "sibilo lungo" che si sente al mattino, quello "di una cultura millenaria". Scrive Mauro Marino nella prefazione: "Lui, Antonio Verri cercava il filo di una letteratura possibile 'fatta di fole e di angiolesse, di orchi benevoli, di tao che girano a mezz'aria, di spiritelli birichini, di donne di pasta cresciuta'".

Immagini di una cultura che scivolano nelle pagine, sulle parole poetiche di uno scrittore mai dimenticato. "La cultura dei tao" ha quasi 30 anni, scritto come testo introduttivo della mostra fotografica sulla cultura contadina. La sua età, tuttavia, appare sospesa tra un tempo che è andato con il suo linguaggio e il fascino discreto e intramontabile della fantasia. La capacità descrittiva delle parole si mescola a quella di immaginare e immortalare qualcosa di indefinito.

La sonorità del linguaggio incanta come in un racconto: "Di rado bofonchia, è come assorto nel suo gioco, con la nequizia, la permalosità di sempre. Dal giro della chiave nasce un suono, un leggero crepitìo...". Gioca con le parole, Verri, e come scrive Eugenio Imbriani nell'introduzione, Antonio Verri "sarebbe stato un buon antropologo (...) ma non lo era, infatti perseguiva il piano eversivo che su tutto prevalessero le parole". Verri narra dell'inverno così freddo dal mangiarsi anche i "cardilli", narra della mar, "la mar, che vede del figlio quel che con lei è nato, che non sa di quell'altro che brucia sperso negli inverni, di quell'altro dagli occhi spalancati dal sogno, dalla voglia di farcela, per il padre, per lei...".

Le sue parole sono malinconiche e oniriche, si muovono tra il sogno e la nebbia dell'inverno, tra la povertà e la speranza. Verri racconta i contadini dalle "mani callose", dei campanili nei paesi, della mar che gioca con i tao e le sue parole ritornano come "'na lusione" che pare di sentire "ancora adesso". In questo doppio lavoro, le voci e le musiche che interpretano le parole di Verri provocano sensazioni nuove, nonostante non lo siano, svelandole con le musiche di Valerio Daniele, la voce di Alessia Tondo, e le voci recitanti di Angela De Gaetano, Simone Franco, Simone Giorgino, Piero Rapanà.

Antonio L. Verri, La cultura dei tao, Fondo Verri Edizioni, 2014.

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