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Turismo | Il cantastorie digitale

Siamo nel Luglio del 1480, Marco ha vent'anni e fa da sentinella sui bastioni di Otranto quando scorge all'orizzonte un imponente schieramento di navi da guerra. Sono i Turchi, e stanno per prendersi Otranto. È questa la trama di una delle narrazioni dell'app Sherazade, un "cantastorie digitale" che trasforma i luoghi in racconti, mutando il modo di conoscere un territorio, donandogli una propria identità e significato.

È un lavoro, racconta Matteo Greco, direttore dello sviluppo dell'app e principale autore dei racconti di Sherazade, che "nasce dalla convinzione che siano le storie, più che le informazioni, a consegnarci il senso di un castello, di una piazza, di un litorale. Valorizzare una meta turistico oggi significa rimettere in vivo i vissuti incastonati in questi luoghi, ridargli forma e luce".

Tecnicamente l'applicazione, disponibile gratuitamente sui maggiori store e sul sito sherazadesalento.com, geocalizza la posizione del viaggiatore suggerendogli con una notifica di ascoltare il racconto ambientato nel punto in cui si trova, narrato dalla voce di personaggi, reali o immaginari, che hanno vissuto quel luogo, i quali posso essere re contadini, monaci o tarantate. Ogni racconto, oltre che ascoltato, può essere direttamente seguito sullo smartphone, anche in inglese.

Oltre ad Otranto, sono Santa Maria di Leuca, Galatina e Gallipoli i primi quattro luoghi ad essere connessi a Sherazade, disponibile da aprile e destinati ad aumentare. Alla realizzazione dell'app hanno collaborato attori professionisti, profondi conoscitori della storia salentina e musicisti: importanti questi ultimi per i numerosi sottofondi musicali che completano l'esperienza estetica di ogni narrazione. (Edoardo Polito)

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