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Ugo Busatto | Sulla strada del canto blues

Sale alta e sicura la voce di Ugo Busatto, arrivando a sfiorare vette emozionali cristalline come ghiacciai. "La mia valigia", primo lavoro discografico del cantante e cantautore di Galatone, è un ottimo biglietto da visita. Cinque tracce che permettono di conoscere meglio un giovane artista che sta facendo della musica la propria ragione di vita, senza paura di passare, per proporre la sua arte, dalla scuola di formazione musicale ai club e alla strada. Cantando, sempre e comunque.

Le modulazioni blues del timbro sono una piacevole sorpresa, e ben si fondono alla verve rock e delicatamente pop di cui sono imbevuti i brani. "Domenica sera" e "Improvviso", quest'ultima impreziosita dal fiato di Gabriele Blandini, potrebbero divenire due ottimi singoli, con la voce che azzarda e provoca, priva di alcun timore. I ritornelli funzionano, si susseguono in vortici vocali che riempiono le strofe e, a volte, sembrano sfiorare e quasi ispirarsi al ricordo del "Requiem" di Matt Ward. In "Chissà" si affacciano i sonagli del tamburello, lontani ricordi di una casa ancor più lontana ("chissà dov'è casa mia, chissà perché questa malinconia"). I testi risentono di una delicata e lieve ingenuità, che non può far che ben sperare sulla limpidezza dell'uomo, oltre che dell'artista. E su un percorso che sembra essere solo all'inizio. (M.T.)

Ugo Busatto, La mia valigia, autoproduzione, 2014.

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